La libertà del cristiano


Introduzione
Il 2017 è l'Anno della Riforma, la cui data di inizio è posta al 31 Ottobre 1517, con la pubblicazione delle 95 Tesi di Martin Lutero sulla natura delle indulgenze.
Questo evento complesso ha cambiato radicalmente la storia non solo dell'Europa, ma del mondo. Perciò molti si interessano della Riforma e vorrebbero sapere, da chi vive nelle Chiese nate dalla Riforma, e in particolare dai luterani, chi siano; che cosa pensino; come vivano. 
Questo sito vuole aiutarli.
Non è il sito ufficiale di una Chiesa o di una comunità. È semplicemente il sito di una persona che, avendo avuto la possibilità di conoscere la vita di chiesa in diversi aspetti, vuol mettere quel che sa a disposizione di chi vorrebbe saperne di più.
E se avete domande o volete discutere di qualcosa, ci vediamo al Martin's Cafè.

Anna Belli


La Rosa di Lutero

Chi sono i luterani?

In un Paese a larga maggioranza cattolica, come l'Italia, in cui i luterani sono una piccola minoranza (ufficialmente 7000 "gatti"), molte persone ci conoscono solo in modo indiretto. Per esempio, attraverso i libri di storia: i luterani sono coloro che fanno parte della Chiesa nata dalla Riforma di Martin Lutero nel '500. Oppure conoscono alcuni grandi: il musicista Johann Sebastian Bach, i filosofi Immanuel Kant

e Søren Kirkegaard, lo scultore Bertel Thorvaldsen, il favolista Hans Christian Andersen… O conoscono almeno di nome il teologo, medico e scrittore Albert Schweitzer e la sua opera nell'ospedale di Lambarenè, in Africa. O ci conoscono per mezzo del cinema, dai film di Ingmar Bergman oppure per aver visto Il pranzo di Babette di Gabriel Axel. Ancora, qualcuno ha sentito parlare della Chiesa Confessante, il movimento di resistenza al nazismo sorto all'interno della Chiesa luterana, il cui rappresentante più famoso fu il teologo Dietrich Bonhoeffer.


Ingresso in una chiesa luterana


Chi entra in una chiesa luterana nota somiglianze e differenze con gli altri edifici cristiani. L'esterno è simile, così come parte degli arredi dell'interno: banchi per i fedeli, altare, pulpito, croce, fonte battesimale. Ma poi chi frequenta le chiese cattoliche nota l'assenza dell'acquasantiera, di immagini della Vergine o dei santi, del

tabernacolo, dei confessionali e degli inginocchiatoi.
Mentre chi frequenta chiese riformate riscontra in genere un maggiore uso di immagini e la presenza delle candele sull'altare. Naturalmente, queste differenze non hanno nulla di casuale, ma sono dovute alle interpretazioni teologiche diverse dello stesso messaggio cristiano. A questo punto, vale forse la pena di ricordare un po' di storia della Riforma.

La situazione del cristianesimo occidentale prima di Lutero

Nella società medioevale ognuno ha il suo ruolo: il tintore tinge tessuti, il notaio redige atti, il frate prega. In campo religioso, anche se tutti sono ugualmente chiamati ad essere buoni cristiani, ci sono due modi per riuscirci. Il laico, che vive tra le tentazioni del mondo, dispone di una serie di possibili adempimenti devozionali: digiunare o mangiare di magro in periodi particolari, compiere opere di misericordia e/o pellegrinaggi, acquistare indulgenze. Il religioso, che vive in convento, protetto dal mondo, si trova in un luogo in cui può dedicarsi senza distrazioni alla ricerca della santità. Tanto il laico quanto il religioso sanno che, compiendo determinate azioni, possono guadagnare dei meriti davanti a Dio, che varranno nel giorno del giudizio.



Lutero durante una lezione all'università di Wittenberg

"Il giusto vivrà per fede"


L'idea che l'essere umano possa guadagnarsi dei meriti davanti a Dio è messa in discussione dalle 95 Tesi di Lutero, che cominciano a circolare intorno al 31 Ottobre 1517. Lutero è spinto a questo passo dalla vendita delle indulgenze proclamate per l'investitura di Alberto di Brandeburgo ad Arcivescovo di Magonza. Alberto ha ricevuto da Papa Leone X il permesso di venderle in Germania per rifarsi del denaro sborsato per la carica. Denaro che il Papa spende a Roma, per la costruzione della basilica di S. Pietro. Ma in che cosa consiste la confutazione di Lutero? In base alla teologia della salvezza formulata dall'apostolo Paolo, che è riassunta in un passo celebre della Lettera ai Romani (Rm 1, 16: "Il giusto vivrà per fede"), Lutero nega la possibilità che l'essere umano possa far valere le sue opere per ottenere la salvezza. Afferma, invece,

che la condizione essenziale è la fede dell'essere umano in Dio; la fede è sufficiente per ottenere la salvezza. Per mezzo della sola fede l'uomo si salva: questo concetto è espresso con le parole latine sola fide. La fede, dal canto suo, è un dono che Dio fa all'essere umano, mosso soltanto dalla Sua grazia, cioè dal Suo amore (sola gratia). Il contatto tra essere umano e Dio passa attraverso un solo Mediatore: Gesù Cristo (solus Christus) e attraverso un solo canale che permette di conoscere l'operato di Dio nella storia e di capire che cosa si aspetti dall'uomo (sola Scriptura). Sola gratia, sola fide, solus Christus, sola Scriptura sono le quattro pietre angolari della teologia prima di Lutero e della Riforma poi.
Tutto questo ha delle conseguenze: viene eliminato il culto dei santi e della Madonna, perché l'unico Mediatore è Cristo. Altre conseguenze derivano dal fatto che, se l'essere umano si salva per la sola fede che gli viene data da Dio per amore, allora: 1) l'essere umano non può "conquistare" la fede né acquisire dei meriti davanti a Dio; 2) la Chiesa non può "ridistribuire" i meriti dei santi tra i fedeli "comuni". Queste due conseguenze portano, a loro volta, alla dissoluzione dell'intero sistema formato dalle indulgenze e a respingere l'ipotesi dell'esistenza del purgatorio di cui, per inciso, non c'è traccia nella Bibbia.
"C'è salvezza fuori dalla Chiesa?" La questione aveva avuto risvolti pratici importanti, nel rapporto tra Chiesa ed Impero, durante il Medio Evo. Assumendo che fuori della Chiesa non ci fosse salvezza, i Papi avevano avuto il potere di scomunicare, cioè di dichiarare che qualcuno non era più parte della Chiesa come comunità di credenti e di salvati. In una società in cui i re e gli imperatori erano tali "per grazia di Dio", scomunicare un re o un imperatore equivaleva a contestargli la potestà regale o imperiale. Questo era accaduto, per esempio, tra il Papa e gli Imperatori svevi. E Dante, nella Divina Commedia, risponde "sì, c'è salvezza fuori dalla Chiesa", quando fa dire a Manfredi di Svevia, scomunicato da Innocenzo IV: "ma la pietà divina ha sì gran braccia / che prende ciò che si rivolge a lei." (Purgatorio, c. III, vv. 122-123). Due secoli dopo, Lutero dà la stessa risposta, ma in modo ancora più netto: sì, c'è salvezza fuori della Chiesa perché solo Dio ha l'ultima parola nel giudicare un'anima. E dopo il verdetto, la sorte è certa: inferno o paradiso, perché nessuno può influire con preghiere od opere sul giudizio divino. E qui Lutero pensa diversamente dai teologi medioevali e dallo stesso Dante, che sempre a Manfredi fa chiedere alla figlia preghiere per la sua anima perché "qui [nel Purgatorio] per quei di là [per mezzo dei vivi] molto s'avanza." (idem, v. 145).
Se si vuole segnalare una caratteristica propria della Riforma di Lutero rispetto a quelle di Zwingli e Calvino, si può affermare che Lutero non cercò forme nuove, ma che volle di adattare le forme già in uso nella Chiesa al modo rinnovato di intendere il rapporto con Dio. Ciò dipese dal fatto che, all'inizio, Lutero non aveva alcuna intenzione di fondare una nuova Chiesa, ma voleva riformare quella esistente. Lutero mantenne spesso le vecchie, familiari "scatole" formali, ma le riempì con contenuti nuovi o meglio rinnovati. Torneremo sulle conseguenze pratiche di tale atteggiamento nei paragrafi dedicati al culto e agli inni.

Libertà e responsabilità del cristiano
Il valore delle opere cambia. L'essere umano non ha bisogno di conquistare la salvezza con le proprie azioni. Ma un credente sentirà il bisogno di esprimere visibilmente la fede. Le opere, dunque, ci sono: come conseguenza della fede, come segno di gratitudine nei
confronti di Dio per essere stati salvati, per aver ricevuto, con la fede, l'assicurazione che la vita di ogni individuo ha un senso noto a Dio.
Il mondo, inoltre, è stato dato in amministrazione all'umanità, e compito di ogni persona è rispondere alla fiducia di Dio
cercando di farne buon uso.
Lutero si pone come scopo quello di "riformare" la Chiesa, ossia di togliere dalla dottrina e dalla pratica religiosa tutto quanto non è fondato con sicurezza sulla Scrittura.

"Che cosa significa?" - il catechismo di Lutero

"Che cosa significa?" chiede il vecchio Johann Buddenbrook, patriarca della famiglia, alla nipotina Tony, nella scena con cui Thomas Mann comincia il romanzo sulla famiglia anseatica. E Tony comincia a snocciolare diligentemente la risposta del catechismo. Lutero dà importanza all'educazione religiosa impartita in famiglia. Perciò scrive due catechismi, consultabili da tutti: il Grande Catechismo, destinato agli adulti, che contiene anche una parte sul matrimonio, e il Piccolo Catechismo, pensato per istruire i bambini.

La domanda "Che cosa significa?" si trova davvero nel piccolo catechismo di Lutero. Per ognuno dei cinque pilastri della dottrina, cioè Dieci Comandamenti, Credo (apostolico), Padre nostro, Battesimo, Santa Cena, più la Confessione, la struttura è: frase da commentare-domanda-spiegazione.
Per es.: "Padre nostro che sei in cielo - Che cosa significa? - Risposta: Dio vuole invitarci a credere che egli è il nostro vero Padre e noi i suoi veri figli, affinché siamo consolati e

preghiamo con tutta la fiducia possibile come figli affettuosi che preghino il loro padre affettuoso." All'inizio Lutero riduce i sacramenti da 7 a 3: Battesimo, Santa Cena e Confessione; presto, però, vengono conservati soltanto i primi due e la Confessione diventa un "ufficio".
Per quanto riguarda il Battesimo, Lutero ammette anche quello dei bambini. Se non è vietato, è consentito: così si può riassumere la sua opinione a questo proposito.
Egli dedica al tema un interoparagrafo del Grande
Catechismo. Osserva che la Scrittura non prescrive né vieta esplicitamente il battesimo dei bambini; inoltre, poiché molte persone battezzate da neonati, una volta adulte hanno dimostrato di essere dei buoni cristiani, ciò vuol dire che Dio non rifiuta di inviare lo Spirito Santo a chi ha ricevuto il battesimo quando ancora non era in grado di aderire coscientemente agli insegnamenti di Cristo. Per Lutero, il battesimo è legato alla Parola di Dio e non alla fede; la fede serve invece per intendere in modo corretto questo sacramento.

La Santa Cena è celebrata e consumata da tutti, pastore e comunità, con pane e vino. Lutero formula, per il problema della presenza di Cristo, la teoria della consustanzialità, che si pone a metà strada tra quella cattolica (transustanziazione) e quella riformata (commemorazione senza presenza reale, ma solo spirituale).
Consustanzialità vuol dire: il pane e il vino rimangono tali; inoltre,
dopo le parole dell'istituzione e al momento di distribuirli, con essi ci sono anche il corpo e il sangue di Cristo. Alla Santa Cena possono partecipare tutti coloro che lo desiderano, avendo fatto un esame di coscienza, senza discriminazioni in base a condizioni personali (essere separati o divorziati, per es.) Di solito, nel culto è usato il Credo Apostolico, sebbene la Chiesa luterana riconosca anche quello di Nicea-Costantinopoli. Per esaminare la propria coscienza vengono usati i Dieci Comandamenti.

L'interpretazione della Sacra Scrittura e la nascita delle scienze bibliche

Nel 1440, Lorenzo Valla dimostra con argomenti filologici che la Donazione di Costantino, su cui si basa il diritto temporale della Chiesa, è un falso. Quando nasce, quindi, la Riforma trova avviati, grazie all'Umanesimo, gli studi filologici. Anzi, va detto che la Riforma contribuisce a diffondere in tutta Europa la conoscenza dell'opera di Valla; Lutero stesso gli dedica uno scritto. Anche tra i Riformatori ci sono umanisti: Melantone, solo per fare un esempio, l'estensore della Confessione Augustana (1530), documento fondamentale del
luteranesimo. Poiché ogni cristiano ha il diritto e il dovere di accostarsi alla Sacra Scrittura, occorre che sia disponibile nella lingua del popolo. Lutero comincia presto a lavorare alla traduzione della Bibbia. Gli strumenti della filologia sono subito usati per tradurla dai testi originali e per fare confronti tra versioni diverse nella stessa lingua. Poiché per comprendere un testo occorre conoscere anche l'ambiente e il periodo storico in cui è stato redatto, presto i biblisti protestanti cominciano ad interessarsi direttamente o a richiedere l'aiuto di specialisti in varie discipline. Nel corso dei secoli, questo interesse incoraggia lo studio dell'archeologia, della storia, dell'antropologia.
Quale Bibbia?
La Bibbia in uso nella Chiesa luterana comprende, per l'Antico Testamento: i libri storici (Pentateuco, Giosuè, Giudici, Rut, I e II di Samuele, I e II dei Re, I e II delle Cronache, Esra, Neemia ed Ester), i sapienziali (Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste e Cantico dei Cantici), i profetici (Isaia, Geremia, Lamentazioni, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele,
Amos, Obadia, Giona, Michea, Nahum, Abacuc, Sefania, Aggeo, Zaccaria e Malachia).
Per il Nuovo Testamento: i 4 Vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) e le Lettere (di Paolo: Romani, I e II Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, I e II Tessalonicesi, I e II Timoteo, Tito, Filemone. I e II L. di Pietro; I, II e III L. di Giovanni, L. agli Ebrei, L. di Giacomo
e L. di Giuda) e
l'Apocalisse. Sono presenti in molte Bibbie luterane, in appendice, gli apocrifi (Giuditta, Sapienza, Siracide, Baruch, I e II Maccabei, brani di Ester, storia di Susanna e Daniele, la storia di Bel a Babilonia, la preghiera di Maria, il canto dei tre uomini nel forno e la preghiera di Manasse).
Versioni in uso La Bibbia evangelica italiana più usata nelle comunità luterane è la Nuova Riveduta; specie nelle occasioni ecumeniche, è usata anche la TILC (Traduzione In Lingua Corrente), versione interconfessionale curata da LDC (cattolica) e ABU (Alleanza Biblica Universale, evangelica).
Leggere la Bibbia - istruzioni per l'uso Ogni persona ha il diritto, e in un certo senso anche il dovere, di leggere la Bibbia per capire che cosa Dio potrebbe volere da lei. Dio ha promesso, per bocca di Gesù, di inviare lo Spirito Santo ogni volta che venga pregato di farlo ("Bussate e vi sarà aperto"). Ed è lo Spirito Santo a permettere di capire il senso delle parole, riferito alla persona che legge nel momento storico e sociale in cui vive. Tutto ciò è chiamato libero esame. Ma come leggere la Bibbia? Come scegliere i brani?
Non che sia vietato aprirla a caso e leggere il versetto su cui si punta il dito, oppure cominciare dalla prima parola della Genesi per finire con l'ultima dell'Apocalisse. Però, nel lungo periodo, nel primo caso si rischia di trattare la Parola di Dio come un libretto di oracoli da spiaggia, e nel secondo si rischiano cadute di interesse in quei passi che contengono lunghi elenchi di nomi, senza offrire molto nutrimento spirituale. Come già detto a proposito del culto, esistono degli elenchi di passi da leggere per ogni domenica dell'anno. Ma questo significa accostarsi alla Bibbia una volta la settimana. Qualcuno pensò di fare un elenco simile per ogni giorno dell'anno. Era Nikolaus Ludwig von Zinzendorf (1700-1760), che nel 1728 introdusse nella comunità che aveva fondato (Herrnhut, Protezione del Signore), le prime Losungen (indicazioni di lettura).

Nikolaus Ludwig
von Zinzendorf
Oggi le "indicazioni di lettura" sono pubblicate in oltre 40 lingue; in Italia compaiono, per i tipi della Claudiana, sotto il titolo Un giorno, una parola. Per ogni giorno vengono letti un passo dall'Antico Testamento (AT) e uno dal Nuovo Testamento (NT). Il terzo testo può essere una preghiera, una frase di un personaggio noto, una poesia, una strofa di un inno o un testo dottrinale. Sono stati selezionati 1800 brani dell'AT, che sono ripartiti in un ciclo che si ripete ogni 5 anni; per il NT sono scelti interi capitoli dai Vangeli e dalle Lettere, la cui lettura è distribuita in più giorni.

La comunità

La comunità, in Italia, è composta da persone che vi aderiscono volontariamente. Non basta essere luterani ed abitare in zona per appartenervi: bisogna recarsi in Pastorato, cioè nell'ufficio del Pastore, e chiedere di essere iscritti come
membri di comunità. Possono essere iscritte non solo le persone di fede luterana, ma tutti i cristiani battezzati. La comunità è strutturata come una democrazia. I suoi membri hanno diritto di voto all'Assemblea, che si riunisce almeno una volta l'anno; se hanno fatto la Confermazione, hanno anche
diritto di voto passivo, cioè possono essere eletti consiglieri. L'Assemblea elegge il Consiglio Presbiterale. I consiglieri, poi, eleggono il Presidente scegliendolo tra loro. Se l'Assemblea è il parlamento, il Consiglio è il governo. Esso ha vari compiti: discute e decide sui contatti esterni della comunità (attività ecumenica, conferenze, manifestazioni), svolge compiti di controllo dell'operato del Pastore, amministra le finanze della comunità, si occupa della manutenzione
degli edifici ecc. Il Consiglio esamina anche i confermandi, cioè le persone, di solito giovani intorno ai 15-17 anni, ma talvolta anche adulti, che sono state preparate dal Pastore per la cerimonia della Confermazione nella fede. Oltre ad eleggere il presidente, i consiglieri decidono anche come ripartire tra loro incarichi specifici; per esempio, contatti ecumenici, cura degli immobili, tesoriere, vicepresidente, etc.
Il Pastore è la guida spirituale e teologica della comunità. Non è un sacerdote. O almeno non lo è più di qualunque altro fedele, poiché nella Chiesa luterana vige il principio del sacerdozio universale dei fedeli. Vale a dire che tutti i credenti possono essere in contatto diretto con Dio. Il Pastore o la Pastora, perché anche le donne possono ricoprire questa carica, è laureato/a in teologia; è eletto dalla comunità dopo un culto di prova con predicazione e un incontro con i membri. Ogni Pastore/a, prima di diventare tale, ha lavorato come Vicario/a, cioè come assistente del Pastore.
La vita della comunità è animata da gruppi, in cui ci si riunisce per stare insieme e per fare insieme. Molte comunità hanno l'Unione femminile e il Gruppo dei giovani. L'Unione femminile consente alle donne di fare vita sociale; ma, soprattutto, sono queste signore ad avere in mano l'organizzazione di un evento annuale molto atteso, che serve a finanziare il lavoro sociale e l'assistenza ai poveri: il Bazar.
Oltre all'Unione Femminile, cui fanno capo le donne di una Comunità, in Italia c'è un'altra struttura che si rivolge alle luterane: la Rete delle Donne. Istituita ufficialmente nel Sinodo CELI del 1999, tiene in contatto tra loro le donne delle varie comunità e le luterane della CELI con le altre del resto del mondo per mezzo del WICAS, la struttura delle donne istituita dalla Federazione Luterana Mondiale (v. oltre La Chiesa Evangelica Luterana in Italia e Organismi internazionali di cui fanno parte i luterani).
Il Gruppo dei giovani Si usa dire che i giovani siano la speranza del domani. Ogni Comunità fa quello che può per offrire ai giovani degli spazi in cui possano incontrarsi, sentirsi a loro agio tra coetanei e, al tempo stesso, possano anche sentirsi parte della Comunità.
Le comunità hanno anche compiti particolari. Per esempio, collaborano con il Concistoro per l'organizzazione del Sinodo, che si tiene ogni anno in un luogo diverso. Un altro di simili compiti è quello dell'organizzazione dell'Accademia della Comunità. Si tratta di un incontro, durante una fine settimana, cui possono partecipare tutti i membri delle comunità. Viene scelto un tema che ispira i lavori. Per esempio, nel 1999 il tema fu "Cambiamento epocale - Epoca di cambiamento"; nel 2000 è stato dedicato alla musica sacra, in onore del 250° anniversario della morte di Johann Sebastian Bach. Quello del 2001 è stato dedicato a "Riflettere sulla Chiesa".

La famiglia

Anche Lutero lavava (e stendeva) i pannolini. Dai discorsi a tavola e dalle lettere private, si viene a sapere che aveva una profonda stima della moglie, Katharina von Bora; la quale, dal canto suo, reggeva e governava la vita domestica, facendo filar dritto, oltre ad uno stuolo di domestici, figli, parenti, amici e studenti, lo stesso Lutero. E il Riformatore gliene era grato.
< Martin Lutero

e sua moglie>
Katharina von Bora
Il modo protestante di vivere in famiglia è stato modellato dalle conseguenze dell'invito a leggere la Bibbia, rivolto nella stessa misura a uomini e donne.
Il fatto che tutti avessero lo stesso diritto di accedere almeno all'istruzione di base ha mantenuto viva la consapevolezza che uomini e donne sono pari per dignità e che, davanti a Dio, hanno la stessa libertà e responsabilità.
Perciò marito e moglie sono
alleati alla pari nella vita quotidiana ed educano insieme i figli. E ciò anche in peridodi in cui prevaleva un concetto di famiglia in cui la vita sociale e lavorativa era appannaggio degli uomi e quella domestica e familiare delle donne. Oggi, questa divisione dei compiti non
esiste più in forma rigida ed anche gli uomini cambiano i pannolini ai figli. In fondo, anche se non li lavano né li stendono più, è un ritorno alle origini.
Nella realtà quotidiana delle famiglie dei luterani che vivono in Italia ci sono le stesse gioie e dolori di tutte le altre. Ci sono nuclei del tutto luterani, ma è molto frequente trovare famiglie di confessione mista, composte da cattolici e luterani o da evangelici di diverse confessioni.

Il lavoro


Con la Riforma, il concetto di lavoro subisce una rielaborazione profonda. Il lavoro non è più visto come una condanna divina (Adamo, scacciato dall'Eden, si sente dire che dovrà guadagnarsi il pane con il sudore della
fronte, Genesi 3, 19), ma come un compito che Dio assegna all'essere umano che decide di vivere secondo la Sua volontà. Ogni individuo ha il suo Beruf, (compito, professione, chiamata, vocazione) come diceva Lutero. Lavorare significa, dunque, fare la propria parte nei disegni di Dio. E allora, bisogna farla bene. Nei
Paesi a maggioranza protestante, esiste sempre un corrispettivo di Beruf, mentrein quelli a maggioranza cattolica no, e si deve ricorrere a termini diversi, secondo le circostanze.
Un'opinione molto diffusa, che per di più è di solito attribuita allo studioso Max Weber, sostiene che alla base della Riforma ci sia stato il desiderio dei mercanti e dei borghesi in genere di avere una religione "su misura". Variante: la Riforma ha prodotto il capitalismo. È una semplificazione rozza, che lo stesso Weber rifiutava, lamentandosi del fatto che gli fosse attribuita.

Il culto, la predica, gli inni, le feste

Il culto

Il culto settimanale è celebrato di domenica e in ogni altra solennità prevista dal calendario liturgico. È detto anche servizio divino e come tale è sia un servizio di Dio agli uomini sia un servizio che gli uomini rendono a Dio per

Il culto si celebra solo di domenica.
Durante la settimana si possono svolgere degli studi biblici.
ringraziarlo, per pregarlo e per lodarlo. Il culto segue una liturgia simile a quella cattolica (ci sono, come parti fisse, il Kyrie, il Santo, l'Agnello di Dio). Il suo cuore non è solo la Santa Cena, che del resto non è celebrata ogni domenica, ma anche la predica. Esiste un elenco di testi da leggere e da predicare durante i culti (pericopi), che vale un ciclo
di sette anni. Per ogni domenica o festa è previsto un brano della Bibbia da commentare. La predica è la spiegazione della Parola di Dio. I fedeli si aspettano da essa di essere educati a capire come si commenta la Parola di Dio, quali sono i legami tra le parole della Bibbia e la realtà attuale del mondo e si aspettano anche ammonizioni e incoraggiamenti, oltre che spunti di riflessione per il resto della settimana.
Questo atteggiamento "didattico" è forse il motivo per cui la forma più diffusa, per le chiese luterane, è quella dell'"aula", con i banchi rivolti verso l'altare come se fossero posti di un'aula scolastica davanti ad una cattedra. La comunità intende sé stessa come un insieme di persone che si riunisce per imparare, e ascolta il Pastore come un insegnante che spiega come leggere la Sacra Scrittura. Al tempo stesso, la comunità non si limita ad assimilare passivamente, ma risponde in modo attivo alla predicazione nel dialogo nei vari momenti e luoghi della vita della comunità (gruppi di discussione, seminari, studi biblici…).
Sia la liturgia sia gli inni furono presto tradotti nelle varie lingue nazionali per lo stesso motivo che spinse a tradurre la Bibbia: permettere ai fedeli un esercizio diretto della religione e non ostacolare il contatto di ognuno con Dio.
Svolgimento del culto Entrando in chiesa trova di solito una persona di turno per il servizio di lettore, nei cui compiti rientra anche l'accoglienza di chi viene ad assistere al culto. In Italia un luterano molto raramente si fa il segno della croce. È un riflesso del desiderio di distinguersi rispetto ad altri gruppi, che nel caso degli eventi scaturiti dalla Riforma ha portato sia i cattolici sia i protestanti ad abbandonare gli atteggiamenti che venivano considerati come tipici dell'altra parte. Se viene fatto, è al modo della Chiesa d'Occidente.
Di solito, prima di sedersi si recita mentalmente una preghiera per preparare lo spirito ad ascoltare la Parola e a rendere onore a Dio. I rintocchi delle campane avvisano dell'imminenza del culto. Al termine, segue un preludio, di solito all'organo. Poi la persona di turno per il servizio di lettore saluta la comunità. A questo punto comincia il culto, celebrato dal Pastore o, in qualche caso, da un lettore. Durante il servizio divino vengono letti due testi tratti dalla Sacra Scrittura; uno di questi è oggetto della predica.
Se è prevista la Santa Cena, dopo la predica il Pastore, che è l'unico ad essere abilitato a farlo, pronuncia le parole dell'istituzione. Poi ha luogo la distribuzione del pane e del vino.
La forma più diffusa prevede piccoli gruppi di 15-20 partecipanti per volta che si
dispongono in cerchio e si passano il pane dicendo "Il corpo di Cristo, dato per te" e il vino con la frase "Il sangue di Cristo, versato per te". Il Pastore congeda ogni gruppo con una benedizione. Sempre il Pastore, dopo la S. Cena recita una preghiera, seguita da un periodo di
silenzio; al termine, impartisce la benedizione, cui la comunità risponde "Amen". Seguono un inno, gli annunci delle attività della settimana e il postludio. Il denaro della colletta viene spesso raccolto in contenitori che si trovano vicino alla porta. All'uscita, i partecipanti trovano il Pastore a salutarli. In molte comunità, e soprattutto dove i luterani sono in minoranza, com'è il caso dell'Italia, il dopo-culto è un momento apprezzato, un'occasione per vedere gli altri membri e poter socializzare. La maggior parte riesce quasi sempre a ritagliarsi qualche minuto di tempo per scambiare un saluto.
Preghiere silenziose Il culto comprende, oltre alla predica, all'eventuale S. Cena, alle letture e alle preghiere della comunità, anche le preghiere individuali. I momenti per la preghiera mentale di ogni partecipante sono: prima di sedersi; prima e durante la S. Cena; prima e dopo aver ripreso posto in seguito alla S. Cena; al termine della preghiera d'intercessione recitata dal Pastore. Durante il culto, il Pastore indossa la talare, la lunga veste nera che arriva fino ai piedi. L'usanza risale al secolo scorso, quando il Re di Prussia unificò l'abbigliamento dei ministri del culto luterani e riformati decidendo che indossassero la toga dei giudici. Il
colletto è un plastron bianco con due punte che, secondo la tradizione, simboleggiano le Tavole della Legge data da Dio a Mosè (Esodo 20, 1-17): una rappresenta le enunciazioni dogmatiche e l'altra i precetti etici. Per i luterani, etica e dogmatica sono separate.
I paramenti si sono invece conservati nelle Chiese luterane scandinave.
Il culto dei bambini Di solito, durante il culto, i bambini non sono presenti. Questo perché si aspetta che abbiano raggiunto una certa capacità di controllo della propria attività motoria, per non disturbare la concentrazione dei partecipanti. Però è prevista una forma di culto speciale per i bambini, tenuto quanto più spesso possibile. Quando c'è un culto dei bambini in contemporanea con quello degli adulti, i "piccoli" entrano in chiesa con i "grandi" e vi rimangono di norma finché viene cantato il primo inno. A quel punto, i volontari adulti li conducono in uno dei locali della comunità dove raccontano loro storie della Bibbia e li fanno cantare e pregare. Naturalmente, tutto ciò avviene in forme idonee, servendosi di colori, fogli, scritte, canzoncine, piccole drammatizzazioni, ecc.
Il culto di Natale

È un servizio divino speciale non tanto per la liturgia, che è quella usata per la domenica, quanto per l'atmosfera festosa, gli addobbi, tra cui spesso ci sono l'albero di Natale e la corona dell'Avvento, la scelta degli inni e l'affollamento della chiesa. A Natale ci sono due culti importanti: quello del 24 dicembre e quello del 25. Il culto del 24 dicembre si tiene di sera, ma prima dell'ora di cena, e non a mezzanotte. È il culto più importante del periodo natalizio. La mattina seguente si celebra il culto del giorno di Natale.
Il culto del Venerdì Santo L'andamento liturgico è quello solito. Ma le campane tacciono, le candele sull'altare sono ridotte al minimo o sono assenti. Si cantano gli inni, ma c'è un po' più di tempo per la meditazione e per la preghiera silenziosa individuale. Alcuni si vestono di nero, perché, dopotutto, è un culto funebre.
Il culto dell'alba di Pasqua Se partecipare al culto del Venerdì Santo richiede uno sforzo di organizzazione ai credenti perché non è un giorno festivo e può risultare non facile trovare il modo di armonizzare impegni di lavoro e partecipazione al servizio divino, l'unico problema per chi vuole partecipare al culto dell'alba di Pasqua è quello di riuscire a
sentire la sveglia. Ma la "levataccia" è ampiamente ripagata da un'esperienza spirituale unica nel suo genere. Si comincia con la chiesa ancora avvolta dalle tenebre. Niente suono di campane.
Il culto comincia normalmente, con il preludio d'organo e il benvenuto e prosegue con
preghiere ed inni.

Ad un certo punto, entra la luce, portata con una candela da qualcuno che canta "Cristo è la luce" per tre volte. Nel corso del culto si accende anche il cero pasquale e si distribuisce la Santa Cena. Gradualmente, la luce aumenta; dalle tenebre della notte e del dolore, il mondo si risveglia avvolto nella luce del giorno e della gioia della Resurrezione.
Dopo il culto, i partecipanti si fermano a fare colazione insieme.


L'innario

In un buon culto, liturgia, predica e inni hanno ruoli riconoscibili. La liturgia serve per far "sentire a casa" ritrovando qualcosa di noto; la predica è la parte del culto che provvede di cibo spirituale la razionalità dei fedeli,
e poi anche la loro emotività; gli inni servono a permettere in primo luogo l'espressione del sentimento religioso. Del resto, lo stesso Lutero amava ripetere che "chi canta, prega due volte." Fin dai primi tempi della Riforma, la parte musicale delservizio divino fu curata in modo speciale.
Lutero sosteneva che dove c'era la musica non poteva esserci il diavolo perché non può sopportare l'armonia.
L'innario luterano odierno è il risultato di progressive stratificazioni.
I testi Prima, ci sono gli inni medioevali, di solito con testo latino; essi furono tradotti in tedesco non solo da Lutero, ma anche da altri Riformatori, come Melantone, Müntzer e Jonas. L'atteggiamento di Lutero, che da un lato tiene conto di quel che il popolo già conosceva, e dall'altro vuole che la gente sia sempre in grado di capire
per che cosa stia pregando, si riflette tanto nell'adattamento di melodie popolari a testi religiosi quanto nella traduzione di inni latini in tedesco. Oltre a questi inni, ci sono quelli scritti in volgare già durante la Riforma.
Il desiderio di non rompere con il passato, ma al tempo stesso di rinnovare la Chiesa, diventa ben visibile in alcune scelte particolari. Per esempio, Lutero traduce in tedesco una litania

A Lutero sono attribuiti 21 inni
latina dedicata alla Trinità. Si tratta, dunque, di una forma di preghiera medioevale (la litania), la cui melodia è ben nota al popolo, resa comprensibile con la traduzione; tra tutte le litanie usate all'epoca, è importante osservare che Lutero ne sceglie una adatta alla nuova impostazione teologica, che è centrata sulla Trinità, e non sul culto della Madonna o dei santi. Oggi quest'inno è forse il meno eseguito
di tutto l'innario; ciò esprime l'evoluzione avvenuta nella sensibilità dei credenti verso i modi di espressione della fede e, naturalmente, anche nel gusto musicale. Il Medio Evo è sentito spiritualmente e musicalmente lontano. Infine, ogni periodo storico ed ogni corrente letteraria hanno lasciato le loro tracce, dalla Riforma in poi: ci sono inni che lasciano intravvedere la situazione di angoscia generata dalla Guerra dei Trent'Anni; inni pietisti ricchi di fiducioso abbandono a Dio. In alcuni testi, specie di Gellert, si coglie il desiderio di spiegare che la ragione non è un ostacolo alla fede, come reputano alcuni illuministi, ma che anzi aiuta a rendersi conto delle meraviglie dell'opera di Dio. Anche la concezione romantica della Natura ha la sua espressione. Come pure in alcune liriche di Bonhoeffer e di Klepper, chi legge attentamente comprende i riferimenti al contesto in cui furono scritte, quello della persecuzione nazista contro gli oppositori e la Chiesa Confessante in particolare. A suo modo, l'innario luterano tedesco, dal quale sono tratti gli inni di quello italiano, è un'antologia della poesia religiosa in lingua tedesca. Vi si trovano, oltre a Martin Lutero, Ambrosius Lobwasser, Paul Gerhardt, Andreas Gryphius, Gerhardt Tersteegen, Philipp Friedrich Hiller, Matthias Claudius, Christian Fürchtegott Gellert, Hoffmann von Fallersleben, i già accennati Dietrich Bonhoeffer e Jochen Klepper…
Le melodie

Hanno origine varia quanto i testi: ce ne sono di antichissime, del IV sec., di medioevali, e di ogni secolo dal XVI in poi. Alcune sono arie popolari cui è stato adattato un testo religioso; altre sono state pensate per il culto. Anche i nomi dei compositori sono degni di rispetto: Johann Crüger, Gerhardt Ebeling, Hans Leo Haßler, Heinrich Schütz e, naturalmente, Johann Sebastian Bach. Il criterio di composizione delle melodie è che, tendenzialmente, ad ogni sillaba
dovrebbe corrispondere una nota. La ragione è che tutti i fedeli presenti al servizio divino devono poter partecipare attivamente, anche cantando. Molte comunità hanno un coro, che però non accompagna ogni culto.
Le feste
L'anno è scandito per la maggior parte da feste comuni alle altre Chiese cristiane: Avvento, Natale, Ultimo dell'Anno, Capodanno, Epifania, Domenica delle Palme, Venerdì Santo, Pasqua, Ascensione del Signore, Pentecoste. Il Venerdì Santo è molto sentito ed è oggetto di un culto solenne, come pure

Pentecoste. Comune alle altreChiese evangeliche è la Festa della Riforma (31 ottobre). Inoltre, esistono festività peculiari. La prima è la Festa della Trinità (prima domenica dopo Pentecoste), ultima solennità che precede la pausa estiva, dopo la quale la serie dei grandi appuntamenti riprende con la Festa del Ringraziamento per
il Raccolto, la prima domenica di ottobre. Segue, il mercoledì precedente l'ultima domenica dell'anno liturgico, il Giorno del Pentimento e della Preghiera, almeno per le Chiese luterane sorte più o meno direttamente per opera dei luterani tedeschi. Quindi non c'è, per esempio, nel calendario delle Chiese luterane scandinave. Questa solennità, introdotta nel 1852, serve per meditare, come cristiani, sulla nostra responsabilità e sulle nostre manchevolezze collettive. L'anno liturgico è chiuso dalla Domenica dell'Eternità, in cui si commemorano i defunti. Esistono inoltre tre feste, che però non sono sempre oggetto di un culto apposito: Festa di Giovanni Battista (24 giugno), Festa dell'Arcangelo Michele (29 settembre) e Festa di Martino (11 novembre).

I luterani in Italia

I porti sono anche porte. Le idee luterane entrano in Italia da una città di mare, Venezia, già ai tempi della Riforma. E non rimangono solo tra i tedeschi che fanno la spola con l'Europa Centro-Settentrionale. Esiste una lettera di Lutero alla comunità di Venezia e Vicenza, in
cui si scusa di non poter inviare libri in latino perché ne ha di disponibili solo in tedesco. Ciò indica che le sue idee hanno cominciato a trovare adesioni anche in non tedeschi. Presto, però, l'efficienza dell'Inquisizione riescìe ad impedire che si diffondano. Nella Serenissima, i mercanti tedeschi che vi risiedono, e di cui si sa chesono luterani, sono costretti ad una vita religiosa nascosta, in cui bisogna prendere moltissime precauzioni per non essere notati, perché in caso
contrario la Repubblica di Venezia sarebbe costretta ad espellerli per evitare contrasti diplomatici con lo Stato della Chiesa. Fino al XVIII sec., quella lagunare è l'unica comunità organizzata in Italia. Lentamente, cominciano a farsi strada idee di maggiore tolleranza della diversità. Ma perché i luterani possano riunirsi in comunità bisogna che si verifichino circostanze politiche particolari. A volte, è necessario il suolo extraterritoriale di legazioni o consolati. Inoltre, nel corso della loro storia le comunità, già non numerose,
sono state messe a dura prova da epidemie e guerre. E comunque, spesso le comunità luterane sono tollerate proprio perché comunità di "tedeschi" o di "stranieri", che, in quanto tali, non mettono in discussione il convincimento che i latini, e gli italiani in particolare, siano per loro natura cattolici. Questo dato psicologico è probabilmente una concausa della lentezza con cui le comunità luterane in Italia si sono aperte all'ambiente intorno. Abituate ad essere considerate "corpi estranei", si sono a lungo sentite tali, anche se i

cambiamenti intervenuti nella società e nella mentalità italiane hanno mutato la situazione.
Inoltre, proprio per la loro composizione nazionale, le due guerre mondiali, con i richiami in patria dei cittadini non italiani, le requisizioni degli immobili e quant'altro, hanno stravolto la vita delle comunità, che in ogni dopoguerra hanno dovuto ricominciare quasi da zero.


La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)

La svolta venne con la fondazione della CELI.
Nel 1948 le comunità si riunirono in un Sinodo provvisorio, che l'anno seguente, 1949, dette vita alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI). Oggi le comunità sono 12: Bolzano, Firenze, Genova, Ispra-Varese, Milano, Napoli, Roma, San Remo (IM), Sicilia, Torre Annunziata (NA), Trieste e Venezia. Il totale dei loro membri è di 7000 (pari allo 0,001% della popolazione), tra i quali non ci sono solo tedeschi, ma anche italiani, finlandesi ed altri. La CELI ha firmato, nel 1993 (L. 29/11/95 n. 520), un'Intesa con lo Stato Italiano. Ha contatti con il protestantesimo italiano ed internazionale. Ogni comunità elegge uno o più sinodali, in base al numero dei membri di chiesa, che la rappresenta al Sinodo. Il quale, a sua volta, elegge il proprio Presidente, il Decano e l'organo esecutivo, detto Concistoro. Il Decano è il rappresentante spirituale, il Presidente quello amministrativo/politico. Tutti e quattro questi organi durano in carica tre anni. Ci sono comitati permanenti, di cui il più importante è la Conferenza dei Pastori. Il Sinodo può istituire commissioni per compiti specifici (statuti, scuola, innario, ecc.). Il Sinodo si svolge ogni anno ed è organizzato dal Concistoro di concerto con una comunità. Si è deciso di tenere il Sinodo in un luogo sempre diverso in modo, da una parte, di non gravare sempre su una stessa comunità, e dall'altra per dare la possibilità ai sinodali di conoscere dal vivo qualcosa della situazione specifica di ogni comunità.
E bisogna dire che ognuna ha una sua storia particolare: la più antica è la comunità di Venezia, che risale ai tempi della Riforma, fondata da mercanti tedeschi. Bolzano e Trieste sono nate ai tempi degli Asburgo. Milano e Napoli sono state fondate da luterani tedeschi e riformati svizzeri; la Comunità evangelica ecumenica di Ispra-Varese ha, anche, una composizione mista sia in senso nazionale sia in senso confessionale. Roma, Firenze, Genova e Sanremo sono state fondate da tedeschi; Roma, in particolare, è nata nella Legazione prussiana. Negli anni '50 aderirono alla C.E.L.I. tre comunità del Golfo di Napoli che si sono unite in un' unica realtà con sede a Torre Annunziata .
Il fatto che la CELI. abbia avuto origine da singole comunità giustifica la sua forma e costituzione di Chiesa libera, poco comune per le Chiese luterane. Ma se le comunità godono di un'autonomia maggiore di quella di altre comunità luterane nel resto del mondo, ciò non è tanto un privilegio, quanto una necessità. È proprio quest'autonomia a fornirle della flessibilità ed adattabilità necessarie per poter vivere in armonia con l'ambiente speicifico, nella multiforme e variegata realtà italiana. Infatti, ogni comunità, nel corso del tempo, si è "specializzata" e può mettere questa "specializzazione" a disposizione della CELI nel suo insieme. Per esempio, il flusso turistico in Trentino-Alto Adige è stato importante per la Comunità di Bolzano, che si occupa in particolare di cura d'anime per turisti. Ispra-Varese ha una spiccata vocazione ecumenica ed è impegnata con la "Scuola Europea". Milano e Firenze organizzano concerti d'organo; Milano ha anche un buon coro, che dà concerti non solo in chiesa e che è stimato dagli intenditori. Genova è impegnata nella "Missione per i marinai", nella "Scuola Tedesca" e nell'"Ospedale Evangelico Internazionale". Trieste ospita nella sua chiesa apprezzati cicli di concerti; inoltre, ha aiutato a fondare, nel 1977, il SOGIT ("Opera di Soccorso Ordine di S. Giovanni in Italia"), che si occupa di handicappati. Venezia ha molti contatti ecumenici, come pure Roma. Torre Annunziata ha la gestione delle due opere della CELI, il Centro Sociale "Idelmo Poggioli" e la Scuola "Gesù di Nazareth" di S. Maria La Bruna. La Comunità di Sicilia è la più giovane, essendo stata fondata nel 1996; però ha già curato l'organizzazione di manifestazioni culturali e ha collaborato a quella del Sinodo del 2001.
La direzione della Chiesa, composta da Sinodo e Concistoro, a causa della grande autonomia delle singole comunità, spesso può svolgere soltanto un'attività di consulenza.
La CELI è stata riconosciuta civilmente con D.P.R. 18/5/1961; a loro volta anche le comunità di Bolzano e Trieste sono dotate di personalità civile.
Nel 1993 è stata stipulata l'intesa con lo Stato italiano recepita in legge 29/11/1995, n. 520.
Il Concistoro, che è il "governo" della CELI, svolge compiti di esecutivo e, tra le altre cose, stabilisce le collette obbligatorie, cioè gli scopi per cui, in domeniche stabilite, le comunità raccolgono i soldi dopo il culto. Queste collette sono: 1) Missione e evangelizzazione; 2) Brot fuer die Welt; 3) Martin-Luther-Bund; 4) Gustav-Adolf-Werk; 5) Scuola di Santa Maria La Bruna; 6) Miteinander/Insieme; 7) una delle Comunità; 8) Rete delle Donne.
Secondo l'Intesa, "i ministri del culto, pastori e laici" possono accedere a caserme, ospedali e carceri per l'assistenza spirituale. Ad entrambi i ministri di culto la legge riconosce il diritto di mantenere il segreto d'ufficio (art. 4 c. 3). Inoltre, la CELI può essere destinataria dell'8%o. Nel 1995, anno cui si riferiscono i primi dati certi per questo calcolo, 45.000 contribuenti hanno firmato per destinare l'8%o alla CELI. Anche tenendo conto del fatto che non tutti i luterani sono iscritti in una delle Comunità, è una cifra che ha destato impressione tra i luterani. 45.000 contribuenti sono una cifra maggiore di 6,5 volte il numero ufficiale dei membri di chiesa. Ora, per i destinatari di questa quota di 8%o si tratta di rispondere nel modo migliore possibile a tale prova di fiducia, facendo buon uso del denaro.
Considerato che i membri di comunità vivono in ordine sparso in tutto il territorio nazionale, la CELI ha pensato di istituire un servizio per venire incontro alle esigenze delle comunità e poter in primo luogo assicurare il culto, se il Pastore è impedito a tenerlo. Si considerino le giurisdizioni delle varie comunità. Genova: Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria; Milano: Lombardia; Venezia: Veneto; Bolzano: Trentino-Alto Adige; Trieste: Friuli-Venezia Giulia; Firenze: Toscana, Umbria, Marche ed Emilia Romagna; Roma: Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna; Napoli: Campania, Basilicata e Calabria; la Sicilia dice già nel nome quale sia il suo ambito di competenza. L'intensificarsi dei contatti, anche ecumenici, ha fatto sentire l'esigenza di istruire dei Lettori che aiutino i Pastori, se necessario, a coprire le esigenze del culto. Si tratta di una forma di volontariato nei campi della liturgia e della predicazione. Il primo corso si è svolto nel 2000. L'incarico è triennale, rinnovabile.
Opere sociali I due conflitti mondiali hanno comportato l'interruzione improvvisa di ogni genere di attività, anche di opere sociali, perdita di membri di comunità e, nei due dopoguerra, confische, che in parte sono state revocate. Va ancora considerato che, fino al 1949, anno di fondazione della CELI, ogni comunità ha dovuto affrontare gli impegni nel settore sociale da sola. E infine, va tenuto nel debito conto che i luterani vivono dispersi in tutt'Italia, e che il loro rapporto con la popolazione è 1:8000.
Ciò nonostante, la CELI ha due opere sociali, entrambe in provincia di Napoli: la scuola materna ed elementare "Gesù di Nazareth" di Santa Maria La Bruna e il centro sociale "Idelmo Poggioli" di Torre Annunziata. Entrambe sono nate grazie al Pastore Idelmo Poggioli, fondatore della Comunità di Torre Annunziata.

La Rete delle Donne

La storia della CELI deve molto alle donne, come spesso accade per organizzazioni che non potrebbero andare lontano senza l'opera di volontariato dei propri membri.

È stata ricordata l'Unione Femminile, primo organismo delle donne che si è formato in molte comunità. Ora presentiamo brevemente un altro organo, che è stato istituito molto più recentemente, per l'esattezza dal Sinodo del 1999: la Rete delle Donne.
La Rete è stata fondata consentire alle donne luterane di comunicare tra loro e con il resto del mondo, impegnandosi per la pari opportunità e per una "comunione giusta di uomini e donne". Ha una Referente nazionale e 4 Referenti regionali: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro-Sud e Sicilia. Sono le Referenti a tenere i contatti con la Rete, con il Direttivo della CELI e il Consiglio delle Donne della Federazione Luterana Mondiale (WICAS). Le Referenti si incontrano 3 volte all'anno; ogni 2 anni è prevista una Conferenza nazionale. Anche le Conferenze regionali si tengono ogni 2 anni; ad esse sono invitate tutte le donne della regione. Tutte le referenti sono elette per 4 anni e possono essere rielette solo per una volta.
In ogni comunità, le donne che ne sono membri contribuenti eleggono due delegate. La durata del loro ufficio è di 4 anni e possono essere rielette una volta. Le delegate partecipano alla Conferenza nazionale, che elegge la Referente nazionale.

I delegati giovanili Al Sinodo anche i giovani sono rappresentati. I Delegati giovanili, 1 o 2 per Comunità, sono incaricati dai Consigli Presbiteriali delle singole Comunità.

Conseguenze dell'8%o
Che cosa può fare una minoranza in Italia?
a) come minoranza: aiutare la maggioranza a definire meglio la propria identità; arricchire la società con la propria visione del mondo
b) come minoranza protestante, luterana: mettere in contatto l'Italia con la cultura dei paesi protestanti, perché per capire un popolo o uno Stato è importante conoscerne la lingua, ma non basta. Essere un ponte che permette a due culture, che non sempre si sono capite in passato e talvolta continuano a non capirsi, di avere informazioni reciproche di prima mano, invece che mediate.
c) come gruppo cristiano: può riflettere sul grande comandamento: "Ama Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. Ama il prossimo tuo come te stesso", chiedersi "Che cosa significa?" e cercare di rispondere al meglio delle proprie possibilità nel momento storico e sociale in cui vive.


Aspetti della comunicazione
Comunicazione interna
Come tengono i contatti tra loro i luterani? Per le esigenze della comunità, ci sono: notiziario (o lettera circolare), bacheche, annunci al termine del culto, incontri dopo-culto, feste. Incontri e feste servono a rafforzare i legami interpersonali; annunci, avvisi in bacheca e notiziari soddisfano, entro certi limiti, il bisogno di informazione. Nei notiziari, di solito sono contenuti, oltre alle date e ai luoghi delle diverse attività, anche
brevi testi di riflessione spirituale e/o morale, quasi sempre scritti dal/la Pastore/a o notizie di fatti che riguardano la vita della comunità.
Miteinander/ Insieme
Sorto negli anni '50 come Kirchenblatt, bollettino della Chiesa, solo in lingua tedesca, curato dal Pastore Lindenmeyer di Bolzano. Negli anni '80 era già bimestrale e la redazione era curata a turno da tutte le Comunità della CELI. Era rigorosamente bilingue, perché tutti gli articoli erano pubblicati tanto in tedesco quanto, nelle pagine centrali verdi, in italiano. Fin dall'inizio è stampato a
Bolzano, perché la tipografia ha familiarità con la stampa di testi nelle due lingue. Oggi la redazione centrale è a Roma, ma parte del lavoro è svolta a Genova e la stampa avviene, come sempre, a Bolzano. Gli articoli sono o in tedesco o in italiano; è possibile richiedere in Decanato la traduzione di un articolo, se si è interessati. Nel 2000, inoltre, le foto hanno cominciato ad essere stampate a colori.

Comunicazione esterna
Internet L'invenzione della rete delle reti è una vera manna per le minoranze che, di solito, hanno problemi legati alla distribuzione dei propri membri su una superficie vastissima. Usare Internet significa, sia per gli uffici sia per i privati, spendere meno in francobolli e telefonate e avere risposte scritte o poter accedere a documenti o informazioni senza lunghe attese. Internet serve, in realtà, tanto alla comunicazione interna alle comunità o alla CELI o ai singoli, tanto alla comunicazione esterna. È davvero arduo stabilire se a dare maggior impulso alla creazione di siti web sia stata la necessità di comunicare tra luterani oppure con tutto il mondo, compresi i luterani. Ma forse per Internet bisognerebbe creare una definizione apposita, che vada oltre il classificare l'informazione solo come interna o esterna. Forse bisognerebbe dire "ambivalente". La CELI e alcune comunità hanno ognuna un proprio sito: per gli indirizzi rimandiamo all'appendice.
Per quanto riguarda altri mezzi di comunicazione esterna, come radio o televisione, le comunità luterane non dispongono di propri. A volte sono ospitati, per interventi o culti, dai servizi giornalistici della FCEI.
Siti web Ovviamente, questo. Un altro sito, dove ci si può iscrivere per ricevere una newsletter, è www.bollutnet.org. Nella pagina dei link trovate quello della CELI e delle comunità.


Ecumenismo

Le varie Comunità e il direttivo stesso della CELI curano contatti ecumenici in varie direzioni. I più antichi sono, ovviamente, quelli con le altre Chiese evangeliche. Oggi, soprattutto dopo i cambiamenti, anche di mentalità, che si sono avuti nella Chiesa cattolica in seguito al Concilio Vaticano II, i contatti ecumenici con i cattolici fanno parte della vita quotidiana. Aumentano le occasioni in cui la funzione religiosa è tenuta congiuntamente da un sacerdote cattolico e da un pastore luterano. Anche i rapporti con i cittadini medi italiani, che sono per il 95-97% cattolici, almeno per generica istruzione religiosa impartita in famiglia, sono migliorati. I mezzi di comunicazione di massa, il turismo e l'istruzione formale di massa
hanno contribuito a far conoscere spiritualità diverse dalla cattolica e migliorato anche la conoscenza del protestantesimo. Meno intensi sono i contatti con gli ebrei e ancora agli inizi quelli con gli islamici.
È innegabile che i contatti ecumenici tra le varie Chiese cristiane, e tra queste e altre religioni, si siano sviluppati potentemente nel corso del XX sec. Ma anche se molti sono stati compiuti molti passi avanti, rimangono dei motivi di incomprensione. Spesso, per strano che possa sembrare, se si pensa a quante commissioni miste sono state istituite, le incomprensioni tra cristiani nascono da un uso non univoco di alcuni termini.

Problemi ecumenici Un caso esemplare e recente di incomprensione tra cattolici ed evangelici è stato quello della dichiarazione Dominus Jesus, il cui estensore è stato quel Cardinal Ratzinger che, di recente, è stato eletto Papa e ha preso il nome di Benedetto XVI.. Nel capitolo dedicato ai rapporti con le altre Chiese, la Congregazione per la dottrina della fede ha operato una distinzione
tra Chiese con successione apostolica (quella cattolica e le ortodosse) e no. Nel secondo gruppo rientrano le Chiese evangeliche, che si sono offese. La Chiesa cattolica, per bocca del Card. Ratzinger, ha ribadito che le Chiese evangeliche, riconoscendo di non essere Chiese nel senso cattolico, non possono offendersi se non vengono definite Chiese.
Ora, due concetti vanno ricordati. Il primo è che Cristo stesso ha stabilito il criterio per definire il
concetto di Chiesa: "Se due o se tre sono riuniti nel mio nome, io sono lì in mezzo a loro" (Mt 18, 20). Perché un gruppo di persone possa dirsi Chiesa, occorre dunque che sia costituito da credenti in Cristo che lo pongano come fondamento del loro essere insieme. In questo senso, le Chiese evangeliche sono Chiese esattamente quanto tutte le altre. Il secondo concetto da tenere presente è il ruolo della Chiesa. Per i cattolici, la Chiesa è un mezzo di
salvezza, anzi, non c'è salvezza fuori di essa. Per gli evangelici, solo la fede è indispensabile per la salvezza. La Chiesa è un'istituzione umana necessaria e utile, ma per quanto importante non ha il minimo influsso sulla salvezza. Sottovoce aggiungiamo che non è vero nemmeno che le Chiese evangeliche non abbiano conservato la successione apostolica: le Chiese luterane della Scandinavia ce l'hanno.

Problemi linguistici
Una delle fonti di incomprensione è data dall'uso diverso delle stesse parole nelle varie Chiese. Perciò, prima di avviare contatti ecumenici a qualunque livello, varrebbe la pena di verificare proprio se il senso delle parole più comuni della fede cristiana sia il medesimo. Se si ha questa piccola accortezza, si possono fare delle scoperte interessanti.
Cristiano Dovrebbe essere ovvio, dopo tanti anni di ecumenismo, che cristiani sono tutti coloro che credono nel Dio trinitario che si rivela nella Bibbia e nel messaggio di salvezza che si è attuato mediante Gesù Cristo. Ma nella vita quotidiana capita ancora che agli evangelici sia chiesto "siete cristiani?" Perciò non è inutile ribadire che il cristianesimo ha tre grandi correnti: cattolicesimo, ortodossia, evangelismo. E che evangelismo è un termine che indica tutte le Chiese che si richiamano, direttamente o indirettamente, alla Riforma del XVI sec., comprese quelle che non hanno piacere di essere dette protestanti. Cattolico, cattolico romano, universale A creare confusione è che entrambe le parti, tanto la cattolica quanto l'evangelica, insistono a volte nell'usare "cattolico" nel senso etimologico di "universale". Ma è un fatto, di cui si dovrebbe tenere maggior conto, che i non addetti ai lavori teologici ormai intendono "cattolico" sempre come sinonimo di "cattolico romano". Tanto varrebbe trarne le logiche conseguenze. Per esempio, in occasione di incontri ecumenici, a volte gli evangelici, che sono consapevoli del problema, vengono guardati come persone puntigliose quando chiedono che, durante la
recita del Credo, non si dica "credo nella santa Chiesa cattolica" ma "credo nella santa Chiesa universale".
Anche perché la Chiesa universale non coincide con quella cattolica romana né con nessun'altra Chiesa istituzionalizzata, essendo costituita di tutti i veri cristiani, la cui identità è nota solo a Dio. La vera Chiesa universale è invisibile.
Protestante, evangelico, evangelista Protestanti furono detti i principi che avevano aderito alla Riforma di Lutero perché durante la Dieta di Spira presentarono una "Protestatio", cioè una petizione di protesta, all'Imperatore Carlo V, che voleva limitarli nei loro diritti, inclusi quelli religiosi. I luterani, quindi, come i membri di Chiese riformate, possono essere definiti protestanti. Ma non bisogna esagerare nell'uso di tale termine, che non è gradito a cristiani di denominazioni nate dal XIX sec. in poi. Nel dubbio, usando la parola evangelico non si sbaglia mai. Evangelisti sono gli autori dei Vangeli oppure i predicatori di alcune Chiese evangeliche.
Evangelicale, letteralista, fondamentalista, integralista Evangelicali sono detti coloro che fanno parte di correnti letteraliste, che cioè tendono ad interpretare la Bibbia alla lettera. Molto spesso appartengono a movimenti di formazione recente, ma in Germania ci sono evangelicali luterani. I letteralisti non sono necessariamente fondamentalisti o integralisti nell'accezione di "seguace di una religione che ricorre anche a forme di violenza per vedere attuate le proprie convinzioni". Nella stessa America, e fermandoci all'ambito cristiano, ci sono Chiese letteraliste note per il loro pacifismo (la Società degli Amici, per esempio, i cui membri sono noti come quaccheri, che nel 1946 fu la prima organizzazione religiosa a ricevere il Premio Nobel per la Pace) e poi ci sono anche i fondamentalisti che aggrediscono verbalmente e fisicamente, arrivando a sparare, medici e infermieri, che lavorano in cliniche in cui si praticano aborti.
Laico Il termine laico è usato anche in ambito evangelico, ma l'accezione è leggermente diversa rispetto a quella in uso nella Chiesa cattolica, dove esiste una distinzione tra lo status sacerdotale e quello laico. Nelle Chiese evangeliche, in virtù del sacerdozio universale dei fedeli, tale distinzione non ha senso. Laico designa dunque semplicemente il membro di chiesa che non fa dell'annuncio della Parola del Signore la sua attività professionale.
Interdenominazionale, ecumenico Alcuni usano distinguere i contatti tra le varie Chiese e Comunità evangeliche di diverso nome con il termine interdenominazionale, adoperando quello di ecumenico per le relazioni anche con i cattolici e gli ortodossi.

Principali manifestazioni ecumeniche
Giornata Mondiale di Preghiera - GMP

Si tratta di un evento annuale: il primo venerdì di marzo, donne di tutto il mondo si riuniscono per pregare insieme, secondo una liturgia preparata ogni volta da un diverso comitato nazionale di donne. Il denaro raccolto in quest'occasione è di solito devoluto a qualche progetto che riguarda il Paese delle donne che hanno composto la liturgia oppure qualche emergenza di livello internazionale.
La GMP si celebra su larga scala dal 1887, anche se la prima giornata di preghiera organizzata da donne fu indetta negli Stati Uniti, nel 1812, per merito di una battista, Mary Webb. Nel corso del XIX sec., proposte simili furono avanzate anche da altre donne, sia pure con cadenza diversa. Le varie giornate di preghiera
confluirono, dopo la I Guerra Mondiale, in un evento annuale organizzato dal Comitato Mondiale delle Donne Cristiane. L'introduzione della Giornata Mondiale di Preghiera in Italia risale agli anni '50-'60, grazie ad incontri in comunità valdesi e metodiste. Oggi, è la FDEI ad occuparsi della liturgia. Gli Stati in cui la GMP è celebrata sono attualmente 97. All'iniziativa, nata dunque in ambiente protestante, dal 1969 partecipano anche movimenti cattolici. Esiste ai giorni nostri un comitato specifico che cura traduzione, diffusione e contatti con il Comitato Mondiale.

Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani

La storia di questa Settimana è quella di un fiume in cui sono sfociati diversi affluenti. Si comincia nel 1740, con la nascita, in Scozia, di un movimento pentecostale per il rinnovamento dello spirito. Poi, ci sono diversi apporti alla comprensione tra cristiani, dovuti ad evangelici di lingua inglese. Nel 1935, l'Abate francese Paul Couturier promuove la "Settimana universale di preghiera per l'unità dei cristiani" La prima preparazione ecumenica della Settimana, tra il centro "Unità Cristiana" di Lione e la Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese, è del 1958. Si tratta di un evento annuale che è ormai diventato prassi consolidata.

Eventi speciali

Il Kirchentag


La parola "Kirchentag" è composta di "Kirche", chiesa, e "Tag", assemblea, raduno. Si potrebbe tradurre "raduno della Chiesa", "raduno evangelico", poiché è stata un'iniziativa presa da evangelici, ma fin dal principio è stata una manifestazione ecumenica, aperta a tutte le confessioni cristiane ed anche alle altre fedi. Tra i relatori delle conferenze del Kirchentag, e tra coloro che hanno uno stand al Mercato delle Possibilità, non ci sono solo evangelici, ma anche cattolici, ortodossi, ebrei, islamici. Si tiene ogni due anni in una città tedesca ed ha una struttura propria, indipendente. Non è limitato alla Germania: tanto i relatori quanto i semplici partecipanti vengono da tutto il mondo. Il suo promotore fu Reinold von Thadden-Trieglaff che, con alcuni amici di Hannover, fondò un movimento evangelico di laici.


Al Kirchentag si possono ascoltare conferenze, musica e si può entrare in contatto con le più disparate realtà associative. Si svolge ogni 2 anni in una diversa città tedesca. Prossimo:
Brema
20-24 maggio 2009
Il Kirchentag è nato nel 1949 e fino al 1961 fu organizzato da tedeschi di entrambe le Germanie. Dopo la Svolta del 1989 i due movimenti si sono riuniti. Il Kirchentag ha contribuito al dialogo tra ebrei e cristiani, a quello evangelico-cattolico ed è una continua fonte di stimoli religiosi e culturali.
È difficile incasellare il Kirchentag. È una festa, perché le persone vi si recano con gioia. È uno spazio per conferenze, in cui si possono ascoltare personalità di spicco in vari campi: teologia, diritti umani, politica, economia, filosofia, morale… È un festival di musica sacra, perché ci sono concerti ovunque: nelle chiese, per strada, nelle sale pubbliche. È una rassegna di performance teatrali. È un luogo in cui, nonostante l'euforia intorno, si può trovare il posto e il momento giusto per meditare, per pregare, per assistere ad un culto. È, anche, un luogo

in cui,dopo aver camminato per chilometri, si può trovare un punto di ristoro dove sedersi a bere un caffè.
È, infine, il Mercato delle Possibilità (Markt der Möglichkeiten). Si tratta di un "mercato" di genere particolare. È una specie di esposizione universale delle associazioni religiose; ma non solo di quelle immediatamente riconoscibili come tali. Ci sono, oltre agli stand delle Chiese, o delle altre religioni, anche quelli delle associazioni assistenziali, delle società bibliche, delle case editrici specializzate… È possibile incontrare qualunque struttura o corrente cristiana. Al Kirchentag ci sono tutti: quelli che ne pensano bene, perché hanno uno stand, e quelli (un gruppetto piccolissimo, per la verità) che sono contro e manifestano con cartelli davanti alla sede fieristica di turno che ospita il Mercato, davanti alle chiese e durante le sfilate di presentazione negli stadi. Non tutti sono entusiasti dell'ecumenismo. Il Kirchentag si chiude sempre con un culto con Santa Cena, celebrato in uno stadio.
Si tiene ogni due anni in una città tedesca sempre diversa: quello di Berlino nel 2003 è stato il primo organizzato ecumenicamente da evangelici e cattolici; l'ultimo si è svolto a fine maggio a Hannover. Il prossimo appuntamento è a Colonia dal 6 al 10 giugno 2007.
Si può contattare l'organizzazione al sito web: http:// www.kirchentag.de.


Organismi di cui fanno parte o con cui sono in contatto i luterani
Brot für die Welt (Pane per il Mondo) Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo sostenuta da tutte le Chiese tedesche, regionali e libere. Ma non solo, considerato che "Pane per il Mondo" è destinatario di una parte delle collette che la CELI raccoglie nelle sue Comunità. Ogni anno segue oltre 2000 progetti in Paesi del Terzo Mondo.
Sito web: http://www.brot-fuer-die-welt.de
Conference of European Churches (CEC, Conférence des Eglises Européennes, Konferenz Europäischer Kirchen, KEK) Fondata nel 1959, la Conferenza riunisce 126 Chiese ortodosse, protestanti e veterocattoliche del Vecchio Continente. Ha uffici a Ginevra, Bruxelles e Strasburgo. Sito web: http://www.cec-kek.org/index.shtml
Diakonisches Werk (DW, Opera di diaconia) Struttura che oggi fa parte della EKD (v.), sorta nel 1848 come ente assistenziale con il nome di "Comitato centrale per la Missione Interna della Chiesa Evangelica Tedesca" . Nella sua storia ha conosciuto delle rifondazioni: nel 1945 con il nome "Opera assistenziale della Chiesa Evangelica in Germania" e nel 1975 con quello attuale, "Opera di diaconia" . È impegnata nell'assistenza ai rifugiati, ai senzatetto, ai detenuti, ai bambini. Sito web: http://www.diakonie.de
Evangelische Kirche in Deutschland (EKD, Chiesa Evangelica in Germania) Fondata nel 1948 dalle Chiese luterane, riformate e unite di Germania. Dopo la fondazione, otto Chiese costituirono, nel 1969, la "Federazione delle Chiese Evangeliche nella DDR". Oggi la Chiesa Evangelica in Germania è formata da 25 Chiese dell'Est e dell'Ovest; il 25° membro è, in realtà, un complesso di 7 Chiese della Germania Orientale, costituenti la Chiesa Evangelica dell'Unione (EKU). Alla fine del 1997 ne facevano parte circa 27,4 milioni di persone di 18.000 comunità. Sito web: http://www.ekd.de
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) Fondata il 5 novembre 1967 a Milano da battisti, luterani, metodisti e valdesi. Oggi, oltre a queste Chiese, comprende anche Esercito della Salvezza, Comunione di Chiese libere, Chiesa Apostolica d'Italia e Comunità Ecumenica di Ispra-Varese. In totale, rappresenta circa 50.000 persone. Ha tre servizi: Servizio stampa, radio e televisione; Servizio istruzione e educazione; Servizio rifugiati e migranti. Nata per testimonaire la Parola di Dio e vigilare sul rispetto per la libertà religiosa, ha contatti con organismi ecumenici. Sede: Roma. Sito web: http://www.fedevangelica.it/
Federazione delle Donne Evangeliche in Italia (FDEI) Nata dal Congresso del 1976 delle donne battiste, metodiste e valdesi, si tratta di un organismo nazionale. Si occupa di formazione e aggiornamento, coordinamento di iniziative d'interesse comune. Si impegna perché la dignità della donna sia rispettata in ogni contesto e cura contatti con altri organismi affini. Organizza convegni e manifestazioni regionali e nazionali, pubblica il Notiziario, persegue progetti mirati, partecipa a conferenze europee. La FDEI lavora in modo indipendente dalle denominazioni e non influisce sulle decisioni interne delle Chiese. Anche la Rete delle Donne della CELI ha una propria delegata presso la FDEI. Sito web: http://fdei.ilcannocchiale.it/
Gustav-Adolf-Werk (GAW, Opera "Gustavo Adolfo") È la prima, e più antica, opera assistenziale delle Chiese evangeliche, fondata nel 1832 e intitolata a Re Gustavo II Adolfo di Svezia, che combatté a capo dei protestanti durante la Guerra dei Trent'Anni, nel 2° centenario della sua morte, avvenuta nel 1632 sul campo di battaglia di Lützen, in Sassonia. Il GAW è nato per aiutare le Chiese e le Comunità evangeliche di ogni denominazione che vivono in una situazione di minoranza. Non ha fini di missione e fin dall'inizio ha avuto un orientamento ecumenico. Il GAW ha aiutato anche comunità della CELI che, dal canto suo, le destina una colletta obbligatoria l'anno. Sito web: http://www.gustav-adolf-werk.de/
Kirchenkonferenz der Lutherischen Minderheitskirchen in Europa (Conferenza delle Chiese Luterane di Minoranza in Europa) Oragnismo della Federazione Mondiale Luterana di cui fanno parte rappresentanti delle Chiese luterane europee di minoranza. Affronta temi più generali di quelli del KALME (v. sotto).
Kommunikation Ausschuß der Lutherischen Minderheitskirchen in Europa (KALME, Commissione per la Comunicazione delle Chiese Luterane di Minoranza in Europa) Organismo della Federazione Mondiale Luterana che studia i problemi della comunicazione. Sito web: http://www.kalme.net/
Lutheran World Federation (LWF, Federazione Luterana Mondiale FLM, Lutherisches Weltbund LWB) Fondata nel 1947, consta di 131 Chiese luterane di 72 Paesi, che rappresentano 59,5 dei 63 milioni di luterani presenti nel mondo. Cura contatti ecumenici con il Consiglio Mondiale delle Chiese e altri organismi internazionali, tanto cristiani quanto secolari. La FLM sostiene le Chiese membri in campo umanitario, nella comunicazione, nella teologia, nei vari aspetti dela missione e dello sviluppo. Oltre al Segratorio generale, ha diversi dipartimenti: Missione e sviluppo; Teologia e studi; Servizio mondiale; affari intenazionali e diritti umani; Servizi di comunicazione; Affari ecumenici; Finanza e amministrazione: Personale. Sede: Ginevra.
Sito internet: http://www.lutheranworld.org
Del WCC fa parte una struttura delle donne: Women In Church And Society (WICAS, Donne nella Chiesa e nella Società) Struttura della Federazione Mondiale Luterana che si occupa della giusta comunione tra uomini e donne nella Chiesa. La Rete delle Donne della CELI mantiene contatti regolari con il WICAS. Sito web: http://www.lutheranworld.org/What_We_Do/DMD/Women_and_Youth/DMD-Women.html
Martin-Luther-Bund (MLB, Federazione "Martin Lutero") Si tratta di un ente della VELKD che si occupa della diaspora, cioè delle Chiese luterane sparse per il mondo. Origina dalle associazioni fondate nel secolo scorso in Germania per aiutare le comunità di emigrati tedeschi in America Settentrionale. Invia materiale teologico ai pastori, ai membri delle comunità, ai seminari teologici, alle biblioteche e agli studiosi. Pubblica proprie opere destinate alle comunità. Offre corsi di lingua tedesca nella sua sede, ad Erlangen, per i membri delle comunità. Ha contatti intensi con le Chiese ortodosse dell'Europa Orientale. Gestisce inoltre un collegio per gli studenti che vanno ad Erlangen per frequentare la Facoltà di Teologia. Sito web: http://www.mlb-zentrale.de/pages/wir.php
Selbständige Evangelische Lutherische Kirche (SELK, Chiesa Evangelica Luterana Autonoma) Nel XIX sec., tra il 1817 e il 1880, si formò una Chiesa luterana autonoma di minoranza soprattutto in Prussia, Sassonia, Assia e Hannover. Il motivo è da ricercarsi nell'"Unione" tra Chiesa luterana e riformata introdotta dallo Stato. L'"Unione" costituì il primo nucleo di quella che poi, nel corso del Novecento, è diventata la Chiesa Evangelica in Germania (EKD). Una parte dei luterani, infatti, non era convinta che la differente dottrina della S. Cena potesse farli stare sotto lo stesso tetto con i riformati. Per i fondamrnti dotrrinali della fede, la SELK si fonda sul Libro di Concordia del 1580. È nata nel 1972 dal coordinamento che riuniva le piccole Chiese luterane autonome nel territorio dei vecchi Stati federali tedeschi. Nel 1991 è entrata a farne parte anche la corrispondente tedesco-orientale, la Chiesa Evangelica Luterana (veteroluterana). Ciò vuol dire che oggi la compongono quasi tutte le Chiese minoritarie di confessione luterana che si trovano in Germania. Sito web: http://www.selk.de
Vereinigte Evangelische Lutherische Kirche Deutschlands (VELKD, Chiesa Evangelica Luterana Unita di Germania) Organismo fondato nel 1948 da 8 Chiese regionali luterane tedesche. Ha circa 11 milioni di appartenenti. Punti essenziali della sua opera sono la teologia, il culto, la cura delle comunità e l'ecumenismo. Agisce per conto della Chese membri per compiti specifici e collabora con la Chiesa Evangelica in Germania (EKD).
Sito web: http://www.velkd.de/
World Council of Churches (WCC, Consiglio Ecumenico delle Chiese, detto anche Consiglio Mondiale delle Chiese) minimo 25.000 membri per essere Chiese membri e 10.000 membri per per essere Chiese associate). Sito web: http://www.wcc-coe.org/

Domande
Ogni tanto capita che vengano poste domande che di ardua classificazione.

Come ci si rivolge al Pastore?
Si seguono le stesse regole che valgono per i titoli professionali, come avvocato, ingegnere, professore. La varietà delle espressioni ha le stesse sfumature.
Colloqui e presentazioni a voce "Signor/a Pastore/a Rossi" (formale), "Pastore/a Rossi" (un po' meno formale, ma corretto), "Signor/a Pastore/a", "Pastore Rossi" (forme più colloquiali).
Corrispondenza: "Egregio Signor Pastore", "Signor Pastore", "Egr. Sig. Past.", "Sig.
Past." seguiti o no dal nome: dipende dal gusto di chi scrive e da quali rapporti sussistono tra mittente e destinatario. Se è una Pastora, "Gentile Signora Pastora", "Signora Pastora" ecc. Lo stesso vale anche per Decani/e, Preposti/e, Soprintendenti e Vescovi/e.

Perché le chiese protestanti sono quasi sempre chiuse?
Non è solo un fatto di mancanza di fondi per pagare un custode. Il punto fondamentale è che la chiesa non è l'unico spazio in cui si possa pregare. Il tempio di Dio è il mondo. Il vantaggio della chiesa è quello di costituire uno spazio che protegge la concentrazione e la meditazione. Le chiese protestanti in genere, ed anche quelle luterane, sono di norma chiuse nei giorni feriali perché non vi si tengono culti. Il servizio divino è celebrato soltanto la domenica, perché solo questo giorno è detto il "giorno del Signore".
Chi vuole visitare una chiesa protestante e non ha tempo di tornare poco prima o poco dopo il culto, può tentare rivolgendosi in segreteria (o pastorato).

Vorrei cantare degli inni che mi piacciono, ma come posso fare?
Anzitutto, bisogna procurarsi l'innario. La CELI (Chiesa Evangelica Luterana in Italia) ha un innario bilingue, intitolato "Gesangbuch Innario" in cui ogni inno è in tedesco e in italiano. Si può richiedere l'innario alla comunità più vicina (l'elenco è qui) o alla CELI (decanato@chiesaluterana.it).
A questo punto, qualche consiglio, se non sapete suonare uno strumento o non ne avete uno a disposizione. Andate su YouTube e cercate l'inno che vi interessa. Siccome è difficile che troviate delle registrazioni che recano il titolo italiano dell'inno, vi conviene mettere il titolo della versione tedesca. Magari aggiungendo anche il numero che ha nell'innario tedesco, non in quello della CELI. Tra un attimo vi spiego perché. Ho preparato una tabella con l'elenco bilingue dei titoli degli inni che si trovano nell'Innario della CELI (sigla: GI). Trovate anche il numero che ogni inno ha nell'Innario, più il numero che ha nell'innario tedesco (EG). Questo numero fa comodo agli organisti, per ritrovare le melodie degli inni che devono eseguire, dato che i loro spartiti fanno riferimento all'EG. Ma fa comodo anche a voi che non siete organisti.
Mettiamo che vogliate cantare la "Marsigliese della Riforma", cioè l'inno di Lutero "E' salda rocca il Signor". Il titolo originale è "Ein feste Burg ist unser Gott".
Se fate copia-incolla del solo titolo tedesco, nel campo di ricerca di YouTube, otterrete moltissimi risultati. Soprattutto, otterrete video di esecuzioni della cantata di Bach, tratta da questo inno. Ma se state cercando delle versioni più semplici e vicine a come l'inno è cantato dalle persone che partecipano al culto della domenica, vi conviene aggiungere nel campo di ricerca "EG 362", cioè il numero che quest'inno ha nell'innario tedesco. Otterrete una lista in cui ritroverete alcuni video della cantata di Bach, ma troverete anche, già nella prima pagina dei risultati, anche versioni cantate da una comunità evangelica durante il culto. E versioni strumentali, soprattutto per organo.
Riassumendo: 1) andate su YouTube; 2) fate copia-incolla del titolo dell'inno, possibilmente quello originale tedesco; 3) se necessario, aggiungete il numero dell'innario EG; 4) scegliete la versione che ispira di più
e, Innario CELI alla mano, cantate. E divertitevi. Come diceva Martin Lutero, citando Agostino: "Chi canta, prega due volte".


Come si pronunciano i nomi tedeschi?
La soluzione più pratica consiste nell'usare Google Translate, il programma di Google per la traduzione. Si seleziona "Tedesco"; si fa copia-incolla della parola o del nome e poi si clicca sull'icona dell'altoparlante, in basso a sinistra. Per esempio, se volete sapere la pronuncia esatta di Wittenberg è "Vìttenberg" o "Uìttenberg", cliccate qui. (La soluzione è: "Vìttenberg").

Si può applaudire nelle chiese luterane?
Se si è andati in una chiesa luterana per assistere ad un concerto, sì, certamente. Ma durante, e anche alla fine del culto, è meglio di no. Molti sentono gli applausi come un'interferenza nella concentrazione.



Si può portare il telefonino al culto?
Sì, se è spento.

L'Albero di Natale è di origine pagana, vero?


No. Poche cose sono cristiane quanto l'albero di Natale, nato nel XVI sec. in Alsazia, anche se la prima prova documentata è del 1605 e si riferisce a Schlettstadt, in Germania. Probabilmente è sorto in ambiente evangelico come strumento di edificazione spirituale, quando un alberello ornato con mele e strumenti della Passione era usato per simboleggiare il peccato originale e la redenzione. Le luci sono state introdotte in periodo più recente.
In Italia sono diffuse due versioni sull'origine dell'albero di Natale, ed
entrambe sconcertano i tedeschi, quando ne vengono a conoscenza. La prima afferma che gli antichi germani avevano l'abitudine di ornare una quercia durante le feste per il solstizio d'inverno, e che da lì sarebbe derivato, in tempi più recenti, l'albero di Natale, che è un abete. Come si possa passare da un albero che perde le foglie ad uno sempreverde, non è chiaro. Eppure non è indifferente, simbolicamente: un albero che perde e riacquistale foglie può simboleggiare la morte e la

rinascita, qualcosa che smette e dopo un po' riprende: un ciclo, insomma. Uno che rimane sempre verde, la costanza, ciò che non conosce pause né cicli. La seconda versione aggiunge alla supposta origine pagana che Lutero, affascinato dallo spettacolo dei ghiaccioli sugli abeti durante una passeggiata, avrebbe cercato di riottenere quell'effetto, una volta a casa, ornando un abete con delle palle di vetro. Ora, il nuovo si fa con il vecchio. Ma a che cosa possono servire delle palle di vetro, da riciclare come ornamenti? Probabilmente, la diceria che l'albero di Natale fosse pagano si spiega con il fatto che esso è entrato in Italia attraverso due direttrici: la prima in ordine di tempo dal Nord Europa verso il Sud; la seconda, transatlantica, da Ovest verso Est, poiché la successiva ondata di diffusione di tale uso è dovuta ai soldati americani, nel secondo dopoguerra. Poiché l'usanza era nata tra i protestanti, e poiché questi sono stati a lungo definiti "eretici", e dunque "non cristiani", forse nella mente delle persone sono stati equiparati ad altri "non cristiani", cioè ai "pagani". E poiché di tutti i capi eretici Lutero è stato il primo, in un certo senso è stato considerato l'eretico per antonomasia. Quindi, attribuirgli l'invenzione dell'albero di Natale è stato un modo per dire che non era cristiano, che era "pagano".
Significato dell'Albero di Natale Il verde perenne dell'abete simboleggia la costanza e la vita eterna; la luce delle candeline rimanda alla luce della rivelazione, della fede e della vittoria di Cristo sulle tenebre del peccato. Le decorazioni a forma di stella sottolineano il significato della luce.
Albero o presepio? A questo punto dovrebbe essere chiaro che non c'è una vera contrapposizione tra i due, dato che entrambi sono dei mezzi visivi per riflettere sul Natale.

Che cos'è la corona dell'Avvento?
La corona dell'Avvento è un modo suggestivo di esprimere il desiderio crescente per l'arrivo del giorno di Natale. È un'usanza nata nel XIX sec. in un orfanotrofio, quello diretto dal Pastore Johann Hinrich Wichern. Volendo trovare un modo per rendere più bello l'Avvento per i suoi protetti, pensò di far accendere ai bambini, dal 1° dicembre, una candela per ogni giorno che mancava a Natale. Il 24 dicembre dovevano arderne 24. Un suo amico preparò
un cerchio di legno, che i bambini ornarono con rami d'abete. Intorno alla fine dell'Ottocento i rami d'abete furono sostituiti da una ghirlanda intrecciata. Poiché lo spazio era ristretto, dovette diminuire anche il numero delle candele, che non furono più 24 come i giorni, ma 4 come le domeniche dell'Avvento. Ogni domenica che passa si accende una candela in più. Tanto l'albero di Natale quanto la corona dell'Avvento, oltre ad abbellire le case, si trovano anche in chiesa.
Esistono piatti tipici luterani?
No. O per meglio dire, "ni". Non ci sono piatti ideati per rispondere a prescrizioni religiose, come nel caso dell'ebraismo e dell'islamismo e anche, pur se in misura minore, nel cattolicesimo, quando si mangia di magro di venerdì o durante le vigilie. Non esistono nemmeno cibi speciali per solennità specifiche, come sarebbe potuto essere il caso del Giorno della Riforma, per esempio. In ogni Paese, i cibi che compaiono in tavola durante le feste religiose sono, per i luterani, quelli che
la maggioranza della popolazione considera adatti a sottolineare il piacere di condividere il cibo con altri. E a condividere, oltre al nutrimento del corpo, anche quello dello spirito. Però in Sassonia e in Turingia, terre legate alla vita e all'opera di Lutero, esistono i "Panini della Riforma", che vengono preparati solo per il 31 ottobre, giorno in cui ricorre la Festa della Riforma, perché secondo la tradizione Lutero avrebbe affisso le sue 95 Testi al portale della Chiesa del Castello di Wittenberg il 31 Ottobre 1517.

I luterani fanno il servizio militare?
La domanda, fatta con voce angosciata un venerdì mattina di alcuni anni fa al telefono, ormai non ha più senso, perché in Italia il servizio militare obbligatorio è stato abolito. La risposta data allora, che deluse l'interlocutore, suonò: "Sì, i luterani fanno il servizio militare.. A meno che

non siano riformati per motivi di salute o esonerati per motivi familiari oppure, come è diritto di tutti i cittadini, non si avvalgano dell'obiezione di coscienza." Secondo l'art. 4 c. 3 dell'Intesa, i ministri del culto possono accedere alle caserme per assisterli spiritualmente.
Sono divorziato/a: posso sposare in chiesa un/a luterano/a?
Il caso riguarda un/a cattolico/a che contrae matrimonio concordatario, quindi con effetti civili e religiosi. In seguito, questa persona ottiene il divorzio.
Innamoratasi di un/a luterano/a, si chiede, e chiede: posso sposare in chiesa la persona che amo?
Sì. Gli effetti religiosi del matrimonio concordatario riguardano la Chiesa cattolica. Per la Chiesa luterana, va bene che uno dei due non sia luterano, ma è indispensabile che entrambi siano capaci di contrarre nuove nozze, qundi di stato civile libero, vedovi o divorziati.
Se il pastore che celebra le nozze è italiano, si può chiedere la trascrizione del matrimonio in chiesa; altrimenti, bisogna sposarsi separatamente al Comune e in chiesa.

Qualche volta si aggiunge la domanda: Devo diventare luterano/a? No, non è necessario.



Citazioni di Lutero
Le citazioni sono tratte dai Discorsi a tavola (DT) a cura di Leandro Perini, Einaudi - Torino 1969. Quelle che riportano la sigla WA (Weimarer Ausgabe, Edizione di Weimar) o TR (Tischreden, Discorsi a tavola) provengono da Martin Lutero - Breviario a cura di Claudio Pozzoli, Rusconi - Milano 1996. Altre citazioni originano dalle opere di Lutero La libertà del cristiano e Come si devono istituire i ministri della Chiesa, e dagli Articoli di Smalcalda (AS), pubblicati dall'editrice Claudiana, Torino.


La fede e la vita cristiana

(...) Il cristiano è libero signore sopra tutte le cose e non è soggetto a nessuno.
Il cristiano è servo diligente di tutte le cose ed è soggetto ad ognuno. (...)
da La libertà del cristiano

La libertà cristiana, o evangelica, è la libertà di coscienza, grazie a cui la coscienza si libera dalle opere, non nel senso che non se ne fanno più, ma nel senso che non ci si affida ad esse. La

coscienza infatti non è una forza che opera, ma una forza che giudica delle opere.
Op. cit., pp. 153-154, WA 8, 606

La vita cristiana non significa essere pii, ma divenire pii, non essere sani, ma divenire sani, non tranquillità, ma esercizio.
Op. cit., p. 161, WA 7, 336

Un cristiano deve dire poche parole e fare molti fatti.
Op. cit., p. 90, WA 10 I 1, 136

"L'uomo cristiano è considerato in modo duplice: 1) interiore, nella fede; qui non c'è né maschio né femmina, né signore, né servo; 2) esteriore e temporale; così è sposato, artigiano, signore, servo. Gli è lecito servirsi delle leggi giudiziarie, ripetere il suo, perché non per sé vive, ma per il prossimo, e così è soggetto a cesare e al diritto delle genti, poiché deve aiutare cesare a rafforzare il suo diritto e non a indebolirlo".
DT, n. 743 p. 104

La fede è l'inizio di tutte le buone opere.
Op. cit., p. 184, WA 5, 119

"L'ubbidienza a Dio è ubbidienza di fede e di buone opere, l'ubbidienza a Satana è ubbidienza di superstizione e di opere malvage."
DT, n. 73 p. 13

"Il peccato originale dopo il battesimo è come una ferita che comincia ad essere sanata. Infatti il peccato originale è in realtà una ferita, ma tuttavia vien sanata e non cessa di gurarire, benché sia tuttora purulenta e dolga ecc. Così il peccato originale resta nei battezzati fino alla morte, e tuttavia è continuamente fatto morire. Gli vien rotta kla testa, perché non possa accusare o condannare noi cristiani".
DT, n. 138, p. 33

(...) E si nasce non secondo la carne ma secondo lo Spirito, cioè con acqua e con lo Spirito nel battesimo della nuova nascita. E certo tutti i cristiani sono sacerdoti, e tutti i sacerdoti sono cristiani.
da Come si devono istituire i ministri della chiesa

Gesù Cristo, nostro Dio e Signore, è "morto per il nostro peccato ed è risuscitato per la nostra giustificazione" (Romani 4 [25]) (...)
AS, art. 199

(...) l'invocazione dei santi non è né comandata né consigliata e non se ne trova traccia nella Scrittura (...)
AS, art. 210

Riteniamo che pane e vino nella santa Cena sono il vero corpo e sangue di Cristo e che essi vengono offerti e ricevuti non solo da cristiani pii ma anche da cristiani malvagi.
Riteniamo inoltre che non si debba dare soltanto una specie.
AS, art. 242

Riteniamo che occorra battezzare i bambini, perché anch'essi appartengono alla redenzione promessa, compiuta tramite Cristo, e la chiesa glielo deve accordare.
AS, art. 242

(...)L'uomo, invece, dev'essere ed essere dichiarato completamente giusto e santo, sia nella persona sia nelle sue opere, per pura grazia e misericordia in Cristo abbondantemente riversata e sparsa su di noi.
AS, art. 251

La Confessione d'Augusta. "Non c'è somma di denaro che possa pagare la dieta d'Augusta per la confessione della fede e della parola di Dio da noi fatta; poiché là gli avversari hanno riconosciuto che la nostra confessione è giusta e vera".
DT, n. 1481 p. 139

"La croce e la persecuzione insegnano ad uno l'arte aurea".
DT, n. 1012 p. 119

Bisogna pregare brevemente, ma spesso e con intensità.
Op. cit., p. 64, WA 32, 418



Papa Leone X

La Chiesa

La vera Chiesa si distingue dalla falsa per questo: la vera Chiesa insegna il perdono dei peccati senza nostro merito, secondo ci dice di credere fermamente, terzo ci dice di portare la croce con pazienza. La falsa Chiesa invece attribuisce il perdono dei peccati ai nostri meriti, ci dice di dubitare, non sopporta la croce ma perseguita gli alti. Perciò Dio conserva la sua Chiesa anche nelle persecuzioni.
Op. cit., p. 225, TR 5996

Edificare la Chiesa non vuol dire introdurre nuove cerimonie, come credono i miei almanacconi, ma rendere le coscienze libere e sicure mediante la fede, affinché siano senza paura e senza dubbi.
Op. cit., TR 3323 a

Dio non ha creato la Chiesa per abolire con essa il governo della casa o il governo terreno, al contrario, mediante la Chiesa li conferma.
Op. cit., p. 223, WA 43, 198


La traduzione dei testi sacri

Del tradurre

Tradurre è certamente un'arte. Spesso infatti non possiamo tradurre con proprietà neppure le sentenze che conosciamo; è vero infatti quello che disse una volta Amsdorf, che era proprio una vergogna che egli spesso capisse una cosa e tuttavia non sapesse parlarne. Sì, noi dobbiamo versare in quattro vasi prima di poterne venire a capo. Chi sarebbe infatti capace di esprimere convenientemente questa sentenza di Salomone: "Come il fulmine precede il tuono, così la grazia precede la verecondia?" . Perché, a mio giudizio, sarebbe meglio se si dicesse che "la verecondia precede la grazia". Chi tradurrà convenientemente il termine "verecondia"? La verecondia è un'ottima virtù nell'adolescenza; verecondo significa costumato, che ha rispetto per tutti, rispettabile invece significa uno


Lo studio della fortezza della Wartburg dove Lutero fu nascosto sotto il nome di Jünker Jörg, Cavaliere Giorgio, e dove cominciò la sua opera di traduzione.
Le parole significano: "La Parola di Dio e la dottrina di Lutero non passano né ora né mai."
che merita ogni rispetto. Traducendo sono costretto spesso a rifiutare una bella parola, tanto che preferirei perdere un fiorino rosso piuttosto che quella, giacché per quanto talvolta una parola sia elegante, tuttavia qualche volta essa non è adatta al senso del discorso.
DT, n.. 2781a pp. 180-181

La traduzione della Bibbia

Quando traduco la Sacra Scrittura, seguo due regole. La prima, quando c'è qualche passo oscuro, considero se si tratta della grazia o della legge, dell'ira o della remissione dei peccati, con che cosa fa rima meglio. Con questo metodo, ho spesso capito i passi più oscuri, poiché esso ci ha reso comprensibili o la legge o il Vangelo. Dio infatti ha diviso il suo insegnamento in legge e Vangelo. La legge poi concerne o il governo o l'amministrazione domestica o anche la Chiesa. La Chiesa è sopra alla terra, in cielo, dove non c'è più nessuna divisione, ma c'è il punto matematico e là i princìpi non possono sbagliare. E questo è ciò che Gerson chiamò la somma sapienza, ridurre tutto al principio primo, cioè al genere generalissimo, come nella teologia sono la legge e il Vangelo; i due devono andare d'accordo. Gerson chiama questo, ridurre ai generi generalissimi. Così ogni profeta o minaccia o insegna, atterrisce e consiglia oppure promette. Così tutto ha fine e si dice: "Dio, vostro grazioso signore". Questa è la prima regola quando traduco. La seconda è che quando m'imbatto in una sentenza ambigua, chiedo a quelli che hanno una migliore conoscenza della lingua, se la grammatica ebraica può tollerare questa o quella sentenza che mi pare più appropriata. Essa d'altra parte è quella più vicina all'argomento del libro. Ora, la ragione per cui i Giudei errano nell'interpretazione della Scrittura è che non conoscono l'argomento dei libri. Quando invece teniamo in pugno l'argomento, bisogna scegliere sempre la sentenza più vicina.
DT, n.. 312 p. 54


La famiglia

"Io non vorrei scambiare la mia Caterina né per il regno di Francia, né per Venezia, in primo luogo perché Dio ha donato lei a me e ha dato me a lei; 2) perché spesso ho sperimentato che ci sono più difetti nelle altre donne che nella mia Caterina; e se anche ne ha qualcuno, pure d'altra parte ci sono molte più grandi virtù; 3) perché osserva la fedeltà coniugale, vale a dire la fede e onestà. Così viceversa deve pensare

una moglie del marito".
Op. cit., n. 49 p. 9

"Il ministero della parola, l'autorità e il matrimonio, queste sono le tre cose che il nostro Signore Iddio ha voluto riordinare prima del giudizio universale (…)"
DT, n. 433 p. 71

È stato Dio stesso a istituire il matrimonio. (…) Per questo lo stato coniugale gli piace come tale, con tutto il suo essere, le sue opere, i dolori e tutto quel che c'è. Come può un cuore avere bene, pace e gioia maggiori che in Dio, quando è certo che la sua condizione, il suo essere e la sua opera piacciono a Dio?
Op. cit., p. 115, WA 10 II, 294

"In una moglie si trovano unite insieme molte cose buone: la benedizione di Dio, i figli, la comunione dei beni, e tutte queste cose sono così numerose che potrebbero seppellire un uomo. Immaginate che non ci sia il sesso femminile: crollerebbero le famiglie e tutto quanto concerne l'economia, crollerebbero gli stati, le città. Il mondo quindi non può essere privo di donne, anche se gli uomini potessero generare i figli da sé".
DT, n. 1006 p. 117

"La forza dell'amore e la premura dei genitori verso i figli sono così grandi che quanto più essi sono bisognosi dell'aiuto e dell'assistenza dei genitori, tanto più diligentemente questi li proteggono e li difendono. Perciò ora Martinino è il mio più caro tesoro, perché ha bisogno del mio aiuto, più di Giovanni o di Maddalena, che ora possono parlare e chiedere e perciò non hanno bisogno di tante cure".
DT, n. 1032 p. 119

Un padre deve punire il figlio come un giudice, insegnare come un dottore, predicare come un parroco o un vescovo.
Op. cit., p. 94, WA 16, 504

Sono veramente pochi (…) i cognati e i parenti a cui affideresti la cura e l'amministrazione della tua casa.
Op. cit., p. 97, WA 43, 626


Il lavoro

Il lavoro in sé è gioia.
Op. cit., p. 61, WA 6, 120

L'uomo deve e può lavorare e far qualcosa, e però al tempo stesso sapere che non è il suo lavoro a nutrirlo, ma la benedizione divina. E tuttavia sembra che sia il suo lavoro a dargli da mangiare, perché se non lavora Dio non gli dà nulla.
Op. cit., p. 61, WA 15, 368

Non dimentichiamo i poveri, aiutiamoli e diamo loro di buon animo. (…) Ma oltre a questo c'è un altro genere di elemosina, grazie a cui ciascuno nella propria condizione e nel proprio lavoro può servire e aiutare gli altri, ogni giorno e in ogni momento: e cioè esercitando il proprio commercio, mestiere o professione in modo tale da non privilegiare nessuno, non ingannare nessuno con merce fasulla, accontentarsi di un guadagno ragionevole, pagare alla gente il giusto salario, mantenere la misura e l'equilibrio e non ricercare, né nel vendere né nel comprare, un vantaggio che vada a danno di altri.
Op. cit., p. 59, WA 52, 372

Un usuraio è un assassino. Chi infatti succhia via a un altro il cibo, lo deruba e lo rapina, commette un assassinio altrettanto grave di chi fa morire qualcuno di fame e lo rovina. Ma proprio questo fa un usuraio, che se ne sta al sicuro sulla sua sedia, mentre secondo giustizia dovrebbe pendere dalla forca e venire divorato da tanti corvi quanti sono i fiorini che ha rubato.
Op. cit., p. 104, TR (Aurifaber)

La vita sociale e civile

L'atteggiamento verso la vita

La vita non è riposo, ma trasformazione del buono in meglio.
Op. cit., p. 72, WA 56, 441

Quando inizi a non voler migliorare, smetti di essere buono.
Op. cit., p. 72, WA 56, 441

Chi trascorre la vita solitario e lontano dagli uomini non disprezza il mondo e le sue gioie, e anche chi getta via i soldi o si tiene lontano dagli affari non è esente dall'avidità. Veramente libero è colui che se ne sta nel mezzo della vita e tuttavia non si lascia divorare dalla vita e dai suoi piaceri.
Op. cit., p. 36, WA 20, 11

Una consuetudine, per quanto vecchia e generale possa essere, deve ugualmente lasciare il posto alla verità.
Op. cit., p. 71, WA 23, 415

Politica

Principi e signori sono dei poveracci. Dunque nostro Signore non ha ordinato per caso di onorare l'autorità e di pregare per essa.
Op. cit., p. 53, TR 1732

L'autorità terrena non è stata voluta da Dio per violare la pace e dare inizio alla guerra, ma per mantenere la pace e respingere la guerra. (…) E Dio, che non tollera il torto, fa anche in modo che i guerrieri trovino chi li combatte.
Op. cit., p. 29, WA 19, 645

È lecito uccidere il tiranno che compie ogni sorta di misfatti arbitrariamente contro il diritto umano e divino? "Ad un privato non è lecito, anche se potesse; glielo vieta infatti il quinto comandamento: non uccidere. Ma se lo sorprendessi con mia moglie o mia figlia, potrei ucciderlo anche se non fosse un tiranno. Allo stesso modo se egli portasse via ad uno la moglie, ad un altro la figlia, ad un altro i campi e i beni, ad un altro ancora la casa e gli averi, e i cittadini, non potendo sopportare più a lungo la sua violenza e la sua tirannide, congiurassero insieme, sarebbe loro lecito ucciderlo (…)
DT, n. 1126 p. 120


Le leggi

Il limite di tutte le leggi è l'amore.
Op. cit., p. 28, WA 42, 505

La vera giustizia prova pietà; la falsa giustizia sdegno.
Op. cit., p. 109, TR 1081

Nessuno deve venire condannato se non è stato prima ascoltato e convinto di colpevolezza.
Op. cit., p. 96, WA 24, 105

Non bisogna condannare nessuno, senza aver prima ascoltato anche l'altra parte.
Op. cit., p. 96, WA 24, 232

Arti, scienze e tipografia

"Tutte le arti e tutte le scienze sono ora in grandissimo fastigio, sebbene contemporaneamente siano anche disprezzatissime: né c'è da meravigliarsene, poiché Cristo stesso, che è il dono più grande, è nel mondo sommamente disprezzato. La tipografia è il dono ultimo e insieme il più grande; mediante la tipografia, infatti, Dio ha voluto far conoscere a tutto il mondo, che è alla fine, le vicende della vera religione e comunicarle in tutte le lingue. È certo l'ultima fiamma inestinguibile del mondo".
DT, n. 1038 p. 120

La danza

(…) Il dottore disse: "Esse sono state istituite e permesse affinché alla presenza di molte persone si impari la cortesia e si contragga amicizia e conoscenza tra i giovani e le fanciulle. In questo modo infatti si possono osservare i caratteri e nello stesso tempo viene offerta l'occasione di incontrarsi onestamente, perché, dopo aver tentato l'animo di una fanciulla, possiamo poi più onestamente e sicuramente corteggiarla. (…)
DT, n. 5265 p. 321

La scuola

(…) "Quando le scuole aumentano, allora le cose vanno bene e la chiesa è salva. Fateci chiamare più dottori e maestri. La gioventù è il seminario della chiesa, una fonte. Morti noi, dove ce ne sarebbero altri, se non ci fossero le scuole? Nella Chiesa siamo obbligati ad avere delle scuole. Dio conservò la Chiesa mediante le scuole; le scuole sono le conservatrici della chiesa. Le scuole non hanno un aspetto vistoso, ma intanto sono utilissime. Nelle scuole tuttavia i ragazzini hanno imparato il Padrenostro, il Simbolo, e la chiesa è stata miracolosamente conservata nelle piccole scuole".
DT, n. 5557 pp. 341-342


L'amicizia

Considero un danno minore perdere tutti i propri averi che perdere un amico fedele.
Op. cit., p. 67, WA 42, 501

Chi è solo e abbandonato dagli amici la solitudine lo opprime, e anche se riesce a sforzarsi e a combatterla vincerà solo a prezzo di fatiche spaventose. Tutto invece è più facile se si ha un fratello fidato. (…) Perciò bisogna fuggire la solitudine e stare vicini a gente conosciuta, soprattutto nelle difficoltà spirituali.
Op. cit., p. 67, WA 42, 501


Il cibo

Tutti i cibi sono puri e una buona creazione divina.
Op. cit., p. 88, WA 10 I 2, 63

Se mangiassimo cibi semplici, senza spezie forestiere che servono solo a stuzzicare il palato, sicuramente vivremmo più a lungo.
Op. cit., p. 88, WA 42, 425

(…) Agli ospiti si deve dare un buon bicchiere, perché si rallegrino, infatti come dice la Scrittura: "Il pane sostenta il cuore dell'uomo, ma il vino lo rallegra". (…)
DT, n. 4133 p. 290


La Natura

Ogni giardino è un libro di Dio, in cui si può contemplare il miracolo che Dio compie ogni giorno.
Op. cit., p. 165, WA 49, 275


La morte

La nostra vita è innanzitutto una vita in mezzo alla morte, e tuttavia anche in mezzo alla morte viene preservata la speranza della vita.
Op. cit., p. 230, WA 42, 147

Non amo l'esempio di quelli che muoiono lieti; apprezzo invece quelli che dinanzi alla morte hanno paura, tremano, impallidiscono e tuttavia l'affrontano. I grandi santi non muoiono volentieri. La paura è una cosa naturale, perché la morte è una punizione, e dunque è triste.
Op. cit., p. 231, TR 1, 408

Se perdi tuo fratello, tuo padre, tua moglie o un altro parente, hai certo motivo di essere in lutto, e non devi comportarti come un pezzo di legno e ridere alla sepoltura dei tuoi amici; questo non è infatti il tempo di ridere, e un cuore siffatto di pietra e di ferro dispiace a Dio. Anche il lutto però deve avere un limite, affinché tu non venga consumato dal lutto eccessivo.
Op. cit., p. 233, WA 42, 377

Morte della figlia Maddalena, detta Lenichen (Lenuccia)

Quando la figlia morta fu messa nella bara, Lutero disse: "Cara Lenuccia! Come ti è andata bene!" Guardandola nella bara, disse: "Ah!, cara bambina che dovevi levarti e splendere come le stelle, anzi come il sole!" Siccome la bara non la conteneva, disse: "Il lettino è troppo piccolo per te!" Quando se ne fu andata, disse: "Sono lieto in spirito, ma secondo la carne sono molto triste. La carne non ne vuol sapere. La separazione ci tormenta smisuratamente. È meraviglioso sapere che lei è certamente in pace, che lì sta bene e ottimamente, e tuttavia è così doloroso!"
DT, n. 5498 p. 338

(…)"Il terrore della morte è la morte stessa e niente altro. Chi disprezza la morte sinceramente e profondamente, non ha la morte, non gusta la morte." Un tale chiese allora dei dolori della morte. Martin Lutero rispose: "Chiedilo allora a mia moglie, che morì davvero, se ha sentito qualcosa." Lei rispose: "Proprio niente, signor dottore." Martin Lutero disse: "Perciò dico che nella morte la cosa più grande è il terrore della morte. Nell'Epistola agli Ebrei: "Acciocché gustasse la morte per loro" . Noi che non gustiamo la morte, che è molto amara e acerba, siamo beati. Quanto invece sia grande il dolore nel gustare la morte, lo si scorge in Cristo che dice: "L'anima mia è triste fino alla morte." Io considero queste le parole più grandi di tutta la Scrittura, benché sia anche grande ed inspiegabile che egli abbia gridato sulla croce: "Eli, Eli ecc." Nessun angelo intende quanto sia grande che il sangue sgorghi dai pori. Questo si chiama il gusto e il terrore della morte. La creatura consola il creatore e gli apostoli non hanno provato nessuno dei due ecc."
DT, n. 5493 pp.337-338

Ultime parole scritte da Lutero
Poco dopo la morte di Lutero, fu ritrovato un biglietto, da lui scritto pochi giorni prima di morire. Conteneva quello che è considerato il suo testamento spirituale, riassunto in una frase: "Wir sind Bettler. Das ist wahr. " Cioè: "Siamo mendicanti. Questo è vero. "


Opinioni allo specchio

Lutero sull'Italia e gli italiani

Lorenzo Valla
Lorenzo Valla è il migliore italiano che mai in vita mia abbia visto o sentito. Disputa bene sul libero arbitrio. Ha trovato la purezza nella pietà e insieme nella cultura. Erasmo l'ha trovata solo nella cultura, ma si fa beffe della pietà.
aprile-maggio 1532, da Discorsi a tavola, Einaudi 1969 citazione 259 p.53


Ospedali ed orfanotrofi
Gli ospedali italiani. Poi Lutero parlò degli ospedali degli Italiani, raccontando come erano predisposti i loro ospedali: "Sono costruiti con edifici regali, ottimi cibi e bevande sono alla portata di tutti, i servitori sono diligentissimi, i medici dottissimi, i letti ed i vestiti sono pulitissimi e i letti dipinti. Appena vien portato un malato, lo si spoglia di tutte le sue vesti che alla presenza di un notaio vengono onestamente messe in deposito; gli si mette un camiciotto bianco, lo si mette in un bel letto dipinto, lenzuola di seta pura. Subito dopo vengono condotti due medici. Arrivano poi dei servitori portando da mangiare e da bere in calici di vetro pulitissimi che non toccano neppure con un mignolo, ma li offrono su di un piatto. Accorrono qui delle spose onestissime, tutte velate; per alcuni giorni, quasi sconosciute, servono i poveri e poi tornano a casa. L'ho visto a Firenze con quanta cura sono tenuti gli ospedali. Così anche le case dei fanciulli esposti, dove i fanciulli sono alloggiati, nutriti ed istruiti in modo eccellente; li abbigliano tutti con un medesimo vestito dello stesso colore e sono curati molto paternamente."
1° agosto 1538, idem cit. 3930 p. 272

L'aria notturna
L'aria notturna in Italia è malsana. Il 14 novembre parlavano molto della qualità dell'aria in Italia e dicevano che era sottilissima, cosicché di notte gli abitanti chiudevano tutte le finestre e le aperture, perché l'aria notturna era malsana. Lutero rispose: "Ecco cosa mi accadde in Italia dove mi trovavo con un confratello: dormendo tutta la notte con le finestre aperte, fummo assaliti da un sonno profondissimo fino alle sei; alla fine quando ci svegliammo, le nostre teste erano piene di esalazioni, tanto che in tutto il giorno riuscimmo a percorrere un solo miglio; eravamo tormentati da tanta sete e il vino ci dava una grandissima nausea e desideravamo solo acqua (che è letale); alla fine delle melagrrane ci guarirono dai due mali. Con questo, con quell'ottimo frutto, Dio ci conservò in vita."
14 novembre 1538, idem cit. 4104 p. 289


Diffusione delle idee della Riforma in Italia

Il Vangelo predicato in Italia. Il 1° luglio gli venivano scritte delle novità dall'Italia: a Bologna, la quaresima passata, due frati avevano predicato in pubblico il Vangelo con grandissima libertà e semplicità, e lo avevano fatto con tanta schiettezza, come poteva accadere a Wittenberg, e avevano avuto numerosi ascoltatori che li avevano applauditi molto; alla fine i vescovi e il papa avevano intrapreso un'azione violenta contro di loro. Avvertiti, si erano decisi a fuggire. Un altro invece che aveva dei libri di Lutero e delle traduzioni sotto il nome di Erasmo da Rotterdam, fu arrestato e

incarcerato; i libri li avevano bruciati. Maestro Filippo rispose: "La parola di Dio non corre nel vuoto, ma si spande da questa e da quella parte per tutte le terre; se arriverà in Italia, allora gli Italiani le resteranno fedeli seriamente, perché essi sono uomini costanti, non leggeri ed incostanti."
appunto di Anton Lauterbach, 1° luglio 1538, idem cit. 3907 pp. 268-269

Il Vangelo predicato in Italia. Il 6 agosto giunsero delle lettere di Butzer che annunciavano che il concilio a Vicenza era finito e che i cardinali erano partiti; in molte grandi città inoltre, a Piacenza, a Bologna, il Vangelo veniva divulgato con grande coraggio, e il papa era straordinariamente furioso. Egli chiamò a Roma con un salvacondotto un tedesco di nome Corfozio; giunto là, mentre egli stava per andare dal papa, per strada fu gettato da un ponte nel Tevere. Lutero rispose: "Questa è la fede italiana dei papisti. Ben per quello che non si fida di bricconi di questo genere. Ma se quelli che predicano il Vangelo in Italia saranno restati costanti, questo costerà molto sangue. Guardate quel che ogni giorno in Germania hanno escogitato contro di noi con trame straordinarie, tanto che noi non siamo sicuri un istante di fronte a loro; solo questa estate misero a punto vari stratagemmi in molti luoghi. Se Dio non avesse vigilato per noi, noi dormendo l'avremmo dimenticato da un pezzo. Come in questi giorni il langravio si è impadronito, col consenso del vescovo, di Münster che gl'imperiali, con mezzi straordinari, avranno cercato di occupare."
appunto di Anton Lauterbach, 6 agosto 1538, idem cit. 3949 p. 274


Gli italiani su Lutero
Francesco Guicciardini


28. Io non so a chi dispiaccia più che a me la ambizione, la avarizia e la mollizie de' preti: sì perché ognuno di questi vizi in sé è odioso, sì perché ciascuno e tutti insieme si convengono poco a chi fa professione di vita dipendente da Dio, e ancora perché sono vizi sì contrari che non possono stare insieme se non in uno subietto molto strano. Nondimeno el grado che ho avuto con più pontefici, m'ha necessitato a amare per el particulare mio la grandezza loro; e se non fussi questo rispetto, avrei amato Martino Luther quanto me medesimo: non per liberarmi dalle legge indotte dalla religione cristiana nel modo che è interpretata e intesa communemente, ma per vedere ridurre questa caterva di scelerati a' termini debiti, cioè a restare o sanza vizi o sanza autorità.
Francesco Guicciardini, Ricordi ricordo n. 28 in Opere, UTET - Torino 1970 pp. 735-736.
Ugo Foscolo

Ma intanto che beatissimi del ricoverato Mannelli studiavano per la loro edizione, non s'avvedevano che Lutero e Melantone e Calvino ne gli impedivano. Lutero che da giovane era stato iniziato forse in tutti i misteri de' claustrali, li rivelava con virulenza tanto più formidabile quant'era più giustificata da' fatti.
Ugo Foscolo Discorso storico sul testo del Decamerone in Saggi critici, UTET - Torino 1974 p.614

Giosuè Carducci

Due nemici ebbe, e l'uno e l'altro vinse,
Trent'anni battaglier, Martin Lutero;
L'uno il diavolo triste, e quello estinse
Tra le gioie del nappo e del saltero;

L'altro l'allegro papa, e contro spinse
A lui Cristo Gesù duro ed austero;
E di fortezza i lombi suoi precinse,
E di serenità l'alto pensiero.

- Nostra fortezza e spada nostra Iddio -
A lui d'intorno il popol suo cantava
Con l'inno ch'ei gli diè pien d'avvenire.

Pur, guardandosi a dietro, ei sospirava:
Signor, chiamami a te: stanco son io:
Pregar non posso senza maledire.

da Martino Lutero in Rime Nuove

Gittò la tonaca
Martin Lutero;
Gitta i tuoi vincoli,
Uman pensiero.

da A Satana in Levia gravia, vv. 161-164.


Documenti della Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Per comodità di lettura alcune parole chiave sono state messe in neretto, anxhe se così non è nell'originale.

A) Documenti dottrinali

Secondo l'art. 1 dello Statuto della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, essa "La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) è fondata, per quanto concerne la fede, la dottrina e il servizio, sul Vangelo di Gesù Cristo, così come ci è tramandato nella Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e testimoniato nelle professioni di fede della Chiesa antica e nella Confessione Augustana dell'anno 1530."
Per "professioni della Chiesa antica" si intendono nella prassi il Credo Apostolico e il Credo di Nicea-Costantinopoli.


Credo Apostolico
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo Figlio unigenito, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno resuscitò dai morti, salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente. Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Io credo nello Spirito Santo, nella santa Chiesa cristiana, nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati, nella resurrezione della carne e nella vita eterna. Amen.


Credo di Nicea-Costantinopoli
Io credo nell'unico Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. E nell'unico Signore Gesù Cristo, Figlio unigenito di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non fatto, consostanziale al Padre; per lui sono state fatte tutte le cose. Egli per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli. E s'incarnò per opera dello Spirito Santo da Maria vergine e si fece uomo. Fu anche crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, patì e fu sepolto. E risuscitò il terzo giorno, secondo le scritture. E salì al cielo dove siede alla destra del Padre. E di nuovo ha da venire, con gloria, a giudicare i vivi e i morti. E il suo regno non avrà mai fine. E nello Spirito Santo, Signore, vivificatore, che procede dal Padre e dal Figlio, che è adorato e glorificato insieme col Padre e col Figlio, che parlò per bocca dei profeti. E nell'unica Chiesa, santa, cristiana, apostolica. Professo l'unico battesimo per la remissione dei peccati ed aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo futuro. Amen.


Dalla Confessione Augustana
La Confessione Augustana, stilata da Filippo Melantone, fu presentata all'Imperatore Carlo V durante la Dieta di Augusta del 1530. È il testo dottrinario fondamentale delle Chiese luterane. Ne diamo solo alcuni estratti, ricavati dall'opera Augusta 1530: il dibattito Luterano-Cattolico a cura di Michele Cassese, edito daslla Libera Facoltà Biblica Internazionale. L'originale della Confessione Augustana è in latino; la traduzione italiana degli estratti è presa da La Confessione Augustana del 1530, trad. di M.R. Serafini, Claudiana, Torino 1980, pp. 107-109.

I Dio
Le Chiese presso di noi insegnano, in completo accordo, che il decreto del Concilio di Nicea sull'unità dell'Essenza divina e sulle tre Persone è vero e deve essere creduto senza alcuna esitazione. (…)

IV La giustificazione
Allo stesso modo insegnano che gli uomini non possono essere giustificati al cospetto di Dio in virtù delle proprie forze, dei propri meriti, delle proprie opere, ma sono giustificati gratuitamente, per opera di Cristo, mediante la fede, in quanto credano di essere accolti nella grazia e che i loro peccati siano rimessi per opera di Cristo, il quale, con la sua morte, diede soddisfazione per i nostri peccati. (…)

VII La Chiesa
Allo stesso modo insegnano che la Chiesa una e santa sussisterà in perpetuo. Invero la Chiesa è l'assemblea dei santi nella quale si insegna l'Evangelo nella sua purezza e si amministrano correttamente i sacramenti. E per la vera unità della Cheisa è sufficiente l'accordo sull'insegnamento dell'Evangelo e sull'amministrazione dei sacramenti. Non è invece necessario che siano ovunque uniformi le tradizioni istituite dagli uomini, cioè i riti o le cerimonie. (…)

IX Il battesimo
(…) insegnano che è necessario alla salvezza e che, mediante il battesimo, viene offerta la grazia di Dio, e che i fanciulli devono essere battezzati perché, offerti a Dio con il battesimo, essi sono accolti nella grazia di Dio. (…)

X La Cena del Signore
Quanto alla Cena del Signore, insegnano che il corpo e il sangue di Cristo sono veramente presenti e sono distribuiti a coloro che si nutrono nella Cena del Signore (…) .

XIII Funzione dei sacramenti
(…) i sacramenti sono stati istituiti, non tanto perché siano un contrassegno distintivo della nostra professione (di fede) tra gli uomini, ma piuttosto perché siano segni e testimonianze della volontà di Dio nei nostri confronti, proposti a noi per suscitare e rafforzare la fede in coloro che se ne avvalgono. (…).

XVI La vita nella società civile
(…) le istituzioni civili legittime sono buone opere di Dio (…) ai cristiani è lecito ricoprire cariche pubbliche, esercitare la funzione di giudice, pronunziare sentenze in base alle leggi imperiali e alle altre norme vigenti, stabilire le pene in conformità alle leggi, far guerra per giusti motivi, militare negli eserciti, stipulare contratti secondo le leggi, avere delle proprietà, prestare giuramento su richiesta dei magistrati, ammogliarsi o prendere marito. (…) Pertanto i cristiani devono necessariamente obbedire ai loro magistrati e alle leggi, fatta eccezione quando comandino di commettere peccato, perché in questo caso si deve "obbedire a Dio anziché agli uomini", Atti 5.

XVIII Il libero arbitrio
(…) la volontà umana ha una certa quel libertà nell'attuare la giustizia civile e nello scegliere le cose che dipendono dalla ragione. Ma non ha il potere, senza lo Spirito Santo, di attuare la giustizia di Dio o giustizia spirituale, poiché l'uomo naturale non può percepire le realtà proprie dello Spirito di Dio; è questo invece che si verifica nei cuori quando, mediante la Parola, lo Spirito Santo vi prende dimora. (…)

XIX La causa del peccato
(…) sebbene Dio crei e preservi la natura, tuttavia la causa del peccato è la volontà dei malvagi, come del diavolo e degli empi, la quale, se Dio non aiuta, si allontana da Dio, come dichiara Cristo: "Quando dice il falso, parla del suo", Giov. 8.

XX Fede e buone opere
I nostri sono accusati falsamente di vietare le buone opere. (…) i nostri insegnano che è necessario fare buone opere, non perché nutriamo la speranza di meritare con esse la grazia, ma perché sono volute da Dio. (…) Da tutto ciò è evidente che non si deve rimproverare a questa dottrina di vietare le buone opere; al contrario, molto più la si deve apprezare perché dimostra in che modo si possano compiere le buone opere. Senza la fede, infatti, la natura umana non può in alcun modo compiere le opere prescritte dal primo e dal secondo comandamento. (…)

XXI Il culto dei santi
(…) il culto dei santi può essere proposto al fine di imitare la loro fede e le loro buone opere, ciascuno secondo la propria vocazione. (…) Ma la Scrittura non insegna ad invocare i santi o a chiedere l'aiuto dei santi, poiché ci presenta soltanto Cristo come mediatore, riconciliatore, sommo sacerdote e intercessore. (…)

XXII La Cena del Signore con ambedue le specie
Ai laici, nella Cena del Signore, si dà l'una e l'altra specie del sacramento
, perché questa usanza ha a suo favore un comandamento del Signore: "Bevetene tutti", Matteo 26, ove Cristo, parlando del calice, ordina inequivocabilmente che tutti ne bevano. (…)

XXIII Il matrimonio dei sacerdoti
Vi fu una pubblica protesta per i cattivi esempi dati dai sacerdoti che non osservano la castità. (…) Volendo dunque evitare quei pubblici scandali, i sacerdoti presso di noi si sono sposati e hanno insegnato che era loro lecito contrarre matrimonio. In primo luogo perché Paolo dice: "Ogni uomo abbia la propria moglie per evitare la fornicazione" e poi: "È meglio sposarsi che ardere". In secondo luogo Cristo dice: "Non tutti sono capaci di praticare questa mia parola", ove insegna che non tutti gli uomini sono adatti al celibato, perché Dio creò l'uomo affinché procreasse, Genesi 1. E mutare la creazione non è in potere dell'uomo senza uno speciale dono o un particolare intervento di Dio. Coloro che non sono adatti al celibato devono dunque contrarre matrimonio, poiché nessuna legge umana, nessun voto può annullare il comandamento di Dio e l'ordine delle cose da Lui istituito. (…)

XXIV La messa
Le nostre Chiese sono a torto accusate di aver abolito la messa. (…) Il popolo viene abituato a prendere insieme (nello stesso momento) il sacramento (della S. Cena), quando vi sia chi è idoneo a farlo; anche questo aumenta il rispetto e la devozione verso le cerimonie pubbliche. Infatti nessuno vi viene ammesso (alla S. Cena) se prima non è stato esaminato e ascoltato. (…)

XXV La confessione
(…) l'enumerazione dettagliata delle colpe non è necessaria (…) le coscienze non devono essere oppresse dallo scrupolo di enumerare una per una tutte le colpe, perché è impossibile esporre tutti i propri misfatti, come attesta il Salmo: "Chi può conoscere i suoi errori?" (…)

XXVI La distinzione degli alimenti
Vi è stata in passato la generale convinzione, e non solo nel popolo ma anche in coloro che insegnavano nelle Chiese, che le distinzioni dei cibi e simili tradizioni umane siano opere utili per meritare la grazia e dare soddisfazione ai peccati. (…) Si pensava che tutto il cristianesimo si esaurisse nell'osservanza di certi giorni festivi, di certi riti, digiuni, modi di vestirsi. (…) Sono tuttavia mantenute presso di noi varie tradizioni, come l'ordine delle letture bibliche nella messa, i giorni festivi e altre utili usanze che contribuiscono al mantenimento del buon ordine nella Chiesa. Ma nel contempo i fedeli sono avvertiti che tali atti di culto non giustificano nessuno al cospetto di Dio e che la loro omissione (salvo che sia causa di pubblico scandalo) non è da considerarsi peccato. (…)

XXVIII Il potere ecclesiastico
In passato vi furono grandi dispute sul potere dei vescovi, nelle quali alcuni inopportunamente hanno confuso il potere ecclesiastico e il potere temporale. (…) I nostri dunque ritengono che il potere delle chiavi, o potere dei vescovi, secondo l'Evangelo, è il potere o l'ordine ricevuto da Dio di predicare l'Evangelo, di rimettere o di ritenere i peccati, e di amministrare i sacramenti. (…) Questo potere si esercita soltanto insegnando e predicando l'Evangelo e amministrando i sacramenti, sia alle moltitudini, sia ai singoli individui, a seconda della vocazione, poiché non vengono date cose materiali, ma beni eterni, la giustizia eterna, lo Spirito Santo, la vita eterna. Queste cose non si possono ottenere se non mediante il ministero della parola e dei sacramenti (…). Potere eccelsiastico e potere temporale non devono dunque essere confusi. Il potere ecclesiastico ha il suo compito di predicare l'Evangelo e di amministrare i sacramenti: non deve quindi usurpare funzioni che non gli spettano, non deve arrogarsi il diritto di trasferire in altre mani i regni del mondo, di abrogare le leggi dei magistrati, di sciogliere (i popoli) dal vincolo di legittima obbedienza (ai sovrani), di ostacolare giudizi o sentenze di alcun ordinamento civile o riguardo a qualsiasi contratto, di dettar legge ai magistrati sulla forma di organizzazione dello Stato, come dice Cristo: "Il mio regno non è di questo mondo". E ancora: "Chi mi ha costituito su voi giudice o spartitore?". E Paolo dice, in Filipp. 3: "La nostra cittadinanza è nei cieli". E in II Corinzi 10: "Le armi del nostro combattimento non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le macchinazione, ecc.".
In tal modo i nostri distinguono i doveri di ognuno di questi due poteri e ordinano di rispettarli entrambi e di riconoscere che entrambi sono un dono e beneficio di Dio. (…)


B) Altri documenti

Dalla Concordia delle Chiese riformate in Europa (Concordia di Leuenberg)
La Concordia di Leuenberg, firmata il 16 marzo 1973 da 85 Chiese europee, è il documento con cui esse hanno ufficializzato una comunione di altare e di pulpito che, in molti casi, era già prassi corrente. La CELI compare al n. 49 dell'elenco delle Chiese firmatarie. Riportiamo alcuni estratti della Concordia.

1 Le Chiese luterane e riformate e le Chiese unite che ne sono derivate, così come le Chiese preriformate ad esse affini dei Valdesi e dei Fratelli Boemi, che approvano la presente Concordia, stabiliscono, in base al dialogo dottrinale la comune compresione del Vangelo, come di seguito spiegato. Ciò consente ad esse di chiarire la comunione ecclesiale e di realizzarla. Grate per essere state avvicinite le une alle altre, esse professano, al tempo stesso, che la lotta per la verità e l'unità nella Chiesa era ed è connessa anche con la colpa e il dolore.

2 La Chiesa è fondata soltanto su Gesù Cristo, che con la donazione della sua salvezza la riunisce e l'invia nell'annuncio e nel sacramento. Secondo l'ottica riformata, è perciò necessario e sufficiente, per la vera unità della Chiesa, la concordanza nella giusta dottrina del Vangelo e nella giusta amministrazione dei sacramenti. Da tali criteri della Riforma, le Chiese interessate deducono la loro comprensione della comunione ecclesiale, che è raffigurata di seguito.
(…)

14 Battesimo
Il battesimo è compiuto con acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. In esso, Gesù Cristo accoglie irrevocabilmente nella sua comunione salvifica l'essere umano caduto nel peccato e nella morte, affinché diventi una creatura nuova. Nella forza dello Spirito Santo, egli lo chiama nella sua comunità e ad una vita di fede, alla conversione quotidiana e alla sequela.

15 Santa Cena
Nella Santa Cena, Gesù Cristo risorto si dona nel suo corpo e nel suo sangue, offerti per tutti, mediante la sua Parola di promessa, con il pane e il vino. Mediante ciò egli ci concede il perdono dei peccati, liberandoci per una nuova vita di fede. Egli ci fa sperimentare in modo nuovo che siamo membra del suo corpo. Egli ci rafforza per il servizio agli esseri umani.

16 Quando celebriamo la Santa Cena, annunciamo la morte di Cristo, mediante il quale Dio ha riconciliato il mondo con sé. Professiamo la presenza del Signore risorto tra noi. Nella gioia che proviamo perché il Signore è venuto a noi, attendiamo il suo futuro nella gloria.
(…)

33 Esse (le Chiese) si assicurano reciprocamente comunione di pulpito e di Santa Cena. Ciò include il mutuo riconoscimento dell'ordinazione e la possibilità di intercelebrazione.

34 Con queste determinazioni è dichiarata la comunione ecclesiale. Le divisioni che si opponevano a tale comuione fin dal XVI sec. sono eliminate. Le Chiese interessate sono della convinzione che esse hanno parte insieme all'unica Chiesa di Gesù Cristo e che il Signore le libera e le impegna per un servizio comune.

38 La comprensione comune del Vangelo, su cui riposa la comunione ecclesiale, dev'essere approfondita, provata sulla testimonianza della Sacra Scrittura ed essere costantemente attualizzata.

39 È compito delle Chiese continuare a lavorare alle differenze dottrinali che sussistono dentro e tra le Chiese interessate, senza che siano tali da operare divisione. A queste appartengono:
le questioni ermeneutiche nella comprensione della Scrittura, della professione di fede e della Chiesa;
la comprensiohe della Legge e del Vangelo;
la prassi battesimale;
il ministero e l'ordinazione;
la dottrina dei due regni e la dottrina della signoria regale di Gesù Cristo;
Chiesa e società.
Al tempo stesso, ci si deve far carico dei problemi che nascoo di nuovo riguardo alla testimonianza, al servizio, all'ordine e alla prassi.
(…)

46 d) Aspetti ecumenici
Con la dichiarazione e l'attuazione tra di loro della comunione ecclesiale, le Chiese interessate traggono da ciò l'impegno di servire la comunione ecumenica di tutte le Chiese cristiane.

47 Esse intendono tale comunione ecclesiale nello spazio europeo come contributo diretto a questo scopo. Attendono che il superamento della separazione sussistente finora si estenda alle Chiese affini per confessione in Europa e negli altri continenti, e sono disposte a ponderare insieme con loro la possibile comunione ecclesiale.

48 Tale aspettativa vale parimenti per il rapporto tra Federazione Luterana Mondiale e Alleanza Riformata Mondiale.


Dalla Dichiarazione congiunta cattolico-luterana sulla dottrina della giustificazione

La Dichiarazione è stata firmata ad Augusta il 31 ottobre 1999 dai rappresentanti del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani e della Federazione Luterana Mondiale. Né luogo né data sono casuali: Augusta è la città in cui fu presentata all'Imperatore la Confessione che, dal toponimo, fu detta Augustana e che costituì il documento che sanciva la separazione tra cattolici e luterani. Il 31 ottobre 1517 è la data ufficialmente accettata cui si fa risalire l'inizio della circolazione delle 95 Tesi di Lutero, che siano o no state affisse al portale della Chiesa del Castello di Wittenberg.
La CELI ha accolto il documento con deliberazione del Sinodo del 1998, in cui si dice che "Il Sinodo vede in questa Dichiarazione congiunta un aiuto importante pern il dialogo ecumenico nel contesto italiano."
Gli estratti che seguono provengono dall'opera Il consenso cattolico-luterano sulla dottrina della giustificazione a cura di Fulvio Ferrario e Paolo Ricca, Claudiana - Torino 1999. Il volume contiene anche i documenti di organismi internazionali e di 139 professori tedeschi relativi alla Dichiarazione.

1 La dottrina della giustificazione ha avuto un'importanza centrale per la Riforma luterana del XVI secolo. Essa l'ha considerata l'"articolo primo e principale" e anche "guida e giudice di ogni aspetto della dottrina cristiana". La dottrina della giustificazione è stata particolarmente sostenuta e difesa, enlla sua caratterizzazione riformata e nel suo valore particolare, nei confronti della teologia e della chiesa cattolica romana del tempo, le quali sostenevano e difendevano da parte loro una giustificazione diversamente caratterizzata. (…)

2 Per la tradizione luterana la dottrina della giustificazione ha conservato quel particolare valore centrale. Perciò, essa ha assunto fin dall'inizio un posto importante nel dialogo ufficiale luterano-cattolico.

5 (…) [La dichiarazione] vuole mostrare che, sulla base del dialogo intercorso, le chiese luterane e la chiesa cattolica chiamate a sottoscrivere sono ormai in grado di avere una concezione comune della nostra giusticiazione mediante la grazia di Dio nella fede di Cristo. Essa non contiene tutto ciò che sulla giustificazione si insegna in ognuna delle chiese, ma comprende un consenso sulle verità di fondo della dottrina della giustificazione e mostra che le diverse spiegazioni che ancora rimangono non giustificano più le condanne dottrinali.

15 Insieme crediamo che la giustificazione è opera del Dio uno e trino. Il Padre ha mandato nel mondo il suo Figlio per la salvezza dei peccatori. L'incarnazione, morte e risurrezione di Cristo sono fondamento e presupposto della giustificazione. Perciò, la giustificazione significa che Cristo stesso è la nostra giustizia, alla quale partecipiamo, secondo la volontà del Padre, attraverso lo Spirito santo. Insieme confessiamo: solo per grazia nella fede nell'azione salvifica di Cristo, e non in base ai nostri meriti, noi veniamo accettati da Dio e riceviamo lo Spirito santo, il quale rinnova i nostri cuori e ci abilita e chiama a compiere le opere buone.

18 Perciò la giustificazione, che accoglie e spiega questo messaggio, non solo è parte integrante della fede cristiana, ma si trova in un rapporto essenziale con tutte le verità della fede, che devono essere viste in intima correlazione fra di loro. Essa è un criterio irrinunciabile che vuole orientare continuamente a Cristo tutta la dottrina e la prassi della chiesa. (…)

37 Insieme confessiamo che le opere buone - una vita cristiana nella fede, nella speranza e nella carità - seguono la giustificazione e sono frutti della giustificazione. (…)

38 Secondo la concezione cattolica, le opere buone, che sono ricolme della grazia e dell'azione dello Spirito santo, contribuiscono a far crescere la grazia, per cui la giustizia ricevuta da Dio si conserva e la comunione con Cristo si approfondisce. Affermando il "carattere meritorio" delle opere buone, i cattolici intendono dire che q ueste opere è promesso, secondo la testimonianza biblica, un premio in cielo. Esi vogliono esprimere la responsabilità dell'uomo nei confronti delle sue azioni, ma non intendono contestare la natura di dono delle opere buone, e tanto meno negare che la giustificazione resti sempre in sé un dono immeritato di grazia.

39 Anche presso i luterani si trova il concetto della conservazione della grazia e della crescita nella grazia e nella fede. Essi sottolineano che la giustizia, quale accettazione da parte di Dio e partecipazione alla giustizia di Cristo, è sempre perfetta, ma affermano al tempo stesso che la sua azione nella vita cristiana può crescere. Considerando le opere buone del crisitano come "frutti" e "segni" della giustificazione, non come propri "meriti", essi intendono la vita eterna, secondo il Nuovo Testamento, un "premio" immeritato, nel senso di un compiemnto della promessa di Dio fatta ai credenti. (…)

40 La comprensione della dottrina della giustificazione espressa in questa Dichiarazione evidenzia l'esistenza di un consenso fra i luterani e i cattolici sulle verità di fondo relative alla giustificazione, un consenso alla cui luce sono accettabili le differenze di linguaggio, spiegazione teologica e sottolineature che ancora restano e che sono state indicate nei nn. 18-39. Perciò, la presentazione luterana e la presentazione cattolica della fede giustificante, pur nella loro diversità, rinviano l'una all'altra e non consentono più di negare il consenso sulle verità di fondo.

42 Con ciò nulla si toglie alla serietà delle condanne dottrinali riferite alla dottrina della giustificazione. Alcune non erano del tutto infondate; esse conservano per noi "il significato di salutari messe in guardia", di cui dobbiamo tener conto nella dottrina e nella prassi.


Dal Consenso cattolico-luterano sulla dottrina della giustificazione
Con la firma di questo documento, le due parti hanno confermato la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (DCG).
Gli estratti provengono dalla stessa opera da cui sono tratti quelli della DCG.

1 Sulla base degli accordi raggiunti nella Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (DCG), la Federazione luterana mondiale e la chiesa cattolica dichiarano insieme: "La comprensione della dottrina della giustificazione espressa in questa Dichiarazione evidenzia l'esistenza di un consenso sulle verità di fondo relative alla giustificazione" (DCG n. 40). Sulla base di tale consenso la Federazione luterana mondiale e la chiesa cattolica dichiarano insieme: "La dottrina delle chiese luterane espressa in questa Dichiarazione non cade sotto le condanne del Concilio di Trento. Le condanne degli scritti confessionali luterani non riguardano la dottrina della chiesa cattolica espressa in questa Dichiarazione" (DCG n. 41).

2 (…) pertanto risulta chiaro che le precedenti e reciproche condanne dottrinali non si applicano alla dottrina delle due parti in dialogo così come essa è presentata nella Dichiarazione congiunta.


Pronunciamenti della Federazione Luterana Mondiale su tematiche religiose, sociale e morali

Gli estratti che seguono provengono da Rapporto e impegni dell'Assemblea plenaria della Federazione Luterana Mondiale (FLM), Hongkong 1997 - "In Cristo - Chiamati alla testimonianza".
Traduzione e titoletti in corsivo sono nostri.

Chiamati ad una comunione in Cristo
(…) Le braccia aperte di Cristo ci riuniscono in una comunione che è il corpo di Cristo. Ma sappiamo che la nostra comunione è imperfetta. Ci sono molte Chiese con cui non possiamo vivere la comunione che abbiamo ricevuto nel battesimo. Notizie riguardanti iniziative a favore di una maggiore unità visibile della Chiesa ci hanno incoraggiati. La nostra unità nella comunione luterana non è una meta finale, ma un passo importante sul cammino ecumenico e un pregustare la maggiore unità che Cristo desidera per la sua Chiesa.
La nostra comunione dev'essere essa stessa testimonianza in un mondo in cui manca la comunione, che la desidera, ma che pure la teme. In un tale mondo, la diversità può condurre alla separazione ed essere motivo d'odio e d'ingiustizia. Dobbiamo riconoscere che anche nelle nostre Chiese, troppo spesso, si arriva a scissioni. (…)
Ci impegniamo a condurre un dialogo aperto e costruttivo con le Chiese luterane che non appartengono alla FLM e a promuovere il dialogo nella comunione tra le Chiese membri; inoltre, a promuovere gli sforzi della Chiesa tesi a ricercare e a sperimentare concezioni e forme di battesimo, eucarestia e ministero (incluse questioni come episcopato, ministero diaconale e ordinazione delle donne) che corrispondono al contesto locale, nazionale e globale; ad essere immagine dell'agire riconciliatorio di Dio nel mondo e a darne testimonianza e ad oltrepassare i modelli di conservazione delal pace/ accomodamento/ mediazione per rappresentare il perdono di Cristo e la riconciliazione. (…)

Sul consenso luterano-cattolico sulla dottrina della giustificazione
(…) La giustificazione per mezzo della grazia di Dio è il nucleo della fede cristiana. La dottrina della giustificazione è in rapporto essenziale con tutte le verità della fede. Riconosciamo con forza il valore del rafforzamento di quest'assemblea plenaria per mezzo del presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, a proposito di quanto è dichiarato al punto 18 della dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione: la dottrina della giustificazione è un criterio irrinunciabile per l'intera dottrina e prassi della Chiesa. Essa è il fondamento della nostra fede. (…)

Accoglienza del consenso sulla dottrina della giustificazione
(…) Raccomandiamo alle nostre Chiese il processo dell'accoglienza ecumenica. Soprattutto nel caso della dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, il culto e il lavoro biblico e teologico insieme con gli interlocutori cattolici dovrebbero mostrare il contenuto e l'importanza esistenziale della giustificazione. (…)

L'impegno ecumenico della FLM
(…) Rafforziamo il nostro convincimento che l'impegno ecumenico sia una parte costitutiva fissa dell'identità confessionale luterana e che ci impegni in modo rinnovato ad aver parte nel movimento ecumenico.

In mezzo alla pluralità culturale: presenza incarnata
(…) La testimonianza all'interno di un contesto dovrebbe però avvenire in una visione globale dell'unità di Cristo. Una tale testimonianza è parte della presenza incarnata di Cristo nelle Chiese. (…)

Problemi
Ordinazione delle donne
(…) Ma abbiamo sentito che il 30% delle Chiese membri continua a non ordinare donne. Le Chiese membri devono continuare a dialogare su questo tema. La FLM dovrebbe perso con particolare solidarietà a fianco delle donne che chiedono l'ordinazione, perché esse sono chiamate da Dio, ma non possono essere ordinate in quanto l'ordinazione delle donne non è praticata dalle loro Chiese d'origine. (…)

Cooperazione uomo-donna
Riconosciamo che uomini e donne devono partecipare in ugual modo e consensualmente alla cooperazione nel lavoro, nell'andamento della casa, nella cura dei figli, delle persone anziane e malate e nella vita nella Chiesa e nella società. Senza tale cooperazione, le donne saranno sempre svantaggiate, in un ambiente economico e sociale contraddistinto dalla concorrenza.

Sessualità umana
(…) Le pratiche sessuali degradanti, come per esempio l'amputazione dei genitali femminili, il turismo e il commercio sessuali, la prostituzione, l'abuso sessuale sia nel matrimonio (soprattutto quando non esiste il diritto al rifiuto del rapporto sessuale) sia fuori del matrimonio (in cui sono compresi incesto, molestie sessuali, pedofilia) devono essere condannati e combattuti. Le nostre Chiese confermano che la fedeltà è il fondamento delle relazioni intime, ma si sforzano inoltre di ottenere chiarezza sulle forme di convivenza che sono state discusse da noi di recente (matrimonio, convivenza prematrimoniale, omosessualità, genitori che allevano i figli da soli, divorzio, ecc.). (…)

In mezzo alla pluralità religiosa: missione e dialogo
Approssimandoci al terzo millennio, siamo chiaramente consapevoli del fatto che le Chiese luterane esistono e rendono testimonianza in un contesto multireligioso e multiculturale. In ogni contesto, dobbiamo portare, nella nostra testimonianza di Cristo, sensibilità per le particolarità del contesto. L'incontro tra Vangelo e contesto dà forma alla nostra testimonianza. (…)
Evangelizzazione significa condividere con tutti gli esseri umani la buona notizia dell'amore e della misericordia di Dio, contenuta nella vita, nella morte e nella resurrezione di Gesù Cristo. (…)

Mediante la comunicazione: valori e potere della società dell'informazione
(…) La nuova era dell'informazione, che comincia a dar frutti nel mondo intero, offre alla Chiesa l'occasione unica di dare alla propria vita nuovi impulsi, di diffondere la sua testimonianza di Cristo, incarcandola, al tempo stesso, di dare forma più umana a tutti gli aspetti della comunicazione mondiale. (…)
Le nuove tecniche, come per esempio Internet ed e-mail, offrono possibilità finora sconosciute di testimonianza, di scambio d'informazioni e di approfondimento delle relazioni all'interno di ogni Chiesa e tra le Chiese. In tale situazione complessa, bisogna riflettere sui limiti - morali, pratici, finanziari - della tecnologia della comunicazione, così come sugli effetti della globalizzazione sulla comunicazione, e confrontarsi con essi. L'uso e l'abuso del potere nel campo della comunicazione - che sia di natura ideologica, tecnica, economica o politica - devono essere riconosciuti e localizzati sia nella Chiesa sia nella società. (…)
La comunicazione deve avere una forma più democratica e dev'essere superato il divario tra chi dispone di una "connessione" e chi non è "connesso". (…)

Mediante un rapporto di gestione domestica del creato di Dio
Tutto il creato parteciperà della shalom di Dio. È vero che l'umanità è chiamata, come "corona del creato" a dominare l'opera di Dio, ma noi abbiamo peccato, convinti che questo dominio fosse da esercitare "sul" creato, invece che "in e con" esso, come segno del nostro servizio verso Dio. (…) I Paesi che, nel 1992, si accordarono nel "vertice della Terra" di Rio de Janeiro, devono essere stimolati a mantenere gli impegni presi. (…)

Biotecnologia
(…) Dobbiamor riproporre sempre la questione, se la biotecnologia promuova la vita nella comunione e se chiuda il divario tra ricchi e poveri. (…) La FLM può aiutare le sue Chiese membri mettendo a loro disposizione informazioni sullo stato della biotecnologia e sui suoi effetti e, in particolare, sulle conseguenze negative per la vita e la cultura. (…)

Economia ed ecologia
(…) Aria, Terra, acqua e creature vivono insieme in un oikos in cui ogni azione si ripercutore su tutti. Dentro questa casa, grandi società multinazionali esercitano un potere che può avere conseguenze sia positive sia negative. Le conseguenze negative sono chiare in particolare dove inquinamento e povertà crescente, soprattutto delle popolazioni aborigene, si rafforzano a vicenda. (…)
Nel quadro del nostro servizio, non vogliamo solo lenire il dolore, ma anche impegnarci fattivamente per la giustizia e per la protezione della dignità che Dio ha donato ad ogni essere umano. I programmi diaconali luterani vanno compresi ed eseguiti come parte di un ministero unitario. Il dolore umano è ampiamente causato dalla povertà. (…)

Mediante l'intercessione: diritti umani, giustizia, pace e riconciliazione
Giustizia economica
A causa della globalizzazione, cresce il numero di persone che sono spinte ai margini delle nostre società. Molti sono derubati del loro diritto ad un minimo di sicurezza sociale. In queste circostanze, è urgente che i governi seguano una politica che punti ad adempiere agli obblighi derivanti allo Stato dalle convenzioni sui diritti umani, e che i governi usino il loro diritto d'intervento nelle istituzioni internazionali finanziarie e commerciali perché siano strumenti di giustizia e dei diritti umani e non di sfruttamento e di lesione dei diritti umani. Anche le Chiese devono trovare vie per controllare ed interpretare gli sviluppi in questo campo e per diventare vigorosi intercessori di chi è svantaggiato presso i governi e le istituzioni interessati.

Diritti delle popolazioni aborigene
(…) La FLM e le sue Chiese membri sono chiamate a sostenere la decade dedicata dall'ONU alle popolazioni aborigene, a comparire davanti ai governi nazionali come testimoni profetici, a rafforzare alla base i diritti delle popolazioni aborigene.

Diritti dei bambini
Di fronte al dolore dei bambini, consideriamo una priorità urgente il sostegno e la protezione dei bambini. Conosciamo le statistiche spaventose sulla violenza sessuale a danno dei bambini, sulla prostituzione infantile, sugli schiavi bambini e sulla tratta dei bambini. Nei conflitti intestini e tra Paesi, sono coinvolti, negli scontri armati, fino ad un quarto di milione di minorenni. La discriminazione delle bambine assume diverse forme, tra cui anche l'amputazione dei genitali e l'aborto di feti femminili. Consideriamo particolarmente inquietante che questa violenza sia scusata o spiegata con usi religiosi o specifici di una cultura.

Libertà di parola
Il diritto alla libertà di parola e alla protesta pacifica è inalienabile e dev'essere rispettato in tutte le società e in tutti i Paesi.

Libertà di religione
Nessuno Stato moderno che voglia vedersi riconoscere come ordinamento democratico può ignorare le questioni della libertà di religione e della tolleranza o ledere questi diritti umani fondamentali. Nessuna religione od istituzione religiosa può propagare la propria fede in modo da ledere la connaturata libertà di ogni essere umano di accettare o di rifiutare quella religione. Poiché è evidente che in tutte le marti del mondo siano in aumento la discriminazione religiosa e l'intolleranza, chiamiamo tutte le nostre Chiese membri e l'intera comunione ecumenica ad impegnarsi con maggior forza per la promozione e la protezione della libertà di religione nei propri Paesi e a livello mondiale.

Diritti umani delle donne
I diritti delle donne sono diritti umani. Le donne soffrono in modo sproporzionato dell'ineguale ripartizione delle risorse. In gruppi emarginati, come per esempio rifugiati, popolazioni aborigene e prigionieri, le donne sono le più vulnerabili. In molti Paesi, alle donne è negato il diritto all'eredità e alla proprietà ed esse hanno minore accesso all'istruzione e alla formazione professionale.
La violenza contro le donne è molto diffusa nella società e si presenta anche nella Chiesa e nelle famiglie cristiane. Questa violenza è taciuta, ignorata, indirettamente accettata e, talvolta, anche giustificata sulla base della Bibbia. Dobbiamo riconoscere ed ammettere che la Chiesa ha peccato e ha tollerato la violenza contro le donne, in particolare riguardo all'abuso delle donne all'interno della Chiesa.
Tale abuso da parte del potere eccelsiastico e spirituale lede una santa fiducia, defomra la volontà di Dio riguardo alle relazioni umane e fa violenza alla natura della Chiesa. Dobbiamo offrire attenzione e risorse tanto agli autori delle violenze quanto alle vittime, per fare in modo che le comunità siano luoghi sicuri per le vitte degli abusi e per informare uomini, donne e bambini sulla violenza sessuale e sull'abuso sessuale.

I diritti di rifugiati, deportati e migranti
La FLM deve continuare il suo servizio rivolto ai rifugiati, ai deportati all'interno di un territorio e ai migranti. Le Chiese membri devono rendere attenti alla situazione dei rifugiati e dei migranti le strutture ecclesiastiche e le comunità. Le Chiese membri devono esercitare il loro ministero profetico chiedendo ai governi dei propri Paesi di assicurare il diritto di asilo, il diritto alla protezione e al rimpatrio volontario e il diritto ad un trattamento giusto e consono alla dignità umana ai migranti e ai rifugiati sia nei Paesi di accoglienza sia nei Paesi di origine.
Occorre materiale di documentazione sulle cause di movimenti di rifugiati, di deportazione e di migrazione forzata, sulla prevenzione e la rimozione di conflitti e sulle misure che favoriscono la pace, sulle possibilità di sopravvivenza nel bisogno, e sulle strategie per l'abbattimento della povertà e dell'oppressione.

Pace e riconciliazione/ consolidamento della pace
Nei conflitti intestini ed internazionali, la FLM è chiamata ad operare in ogni fase del conflitto per il dialogo, la pace e la riconciliazione. (…) Finché le cause di un conflitto non sono rimosse, non cesseranno nemmeno le lesioni dei diritti umani. La FLM è perciò chiamata a sostenere e assecondare gli sforzi locali in favore della pace, della giustizia, della riconciliazione, della ricostruzione della società civile e della creazione di fiducia tra popoli e Stati.
A tale proposito, tra le premesse più importanti c'è la disponibilità a rendere testimonianza per la verità e a confrontarsi nel modo giusto con il torto commesso in passato. (…) Pertanto le Chiese dovrebbero opporsi alla prassi dell'impunità, il cui fondamento è che i responsabili non rendono conto delle lesioni dei diritti umani e dell'ingiustizia. La FLM è a favore dell'istituzione di un tribunale internazionale permanente che renda più agevole perseguire coloro che hanno agito e chiama le sue Chiese membri ad agire in tal senso presso i governi dei loro Paesi. (…)
Sulla base della propria concezione teologica e della dignità dell'essere umano, fatto ad immagine di Dio, rafforziamo l'indissolubilità dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali.
In tale cornice ci impegniamo ad ascoltare le persone lese nei propri diritti e ad essere al loro fianco; ad esaminare le nostre comunità ecclesiali sulle lesioni dei diritti umani e a illuminarle sulla problematica dei diritti umani; ad intercedere presso le istituzioni statali ed internazionali.

Conclusione
(…) Molti sono gli aspetti della nostra esperienza che non possono trovare espressione nel presente rapporto. Così, non si può rendere, in tutta la sua misura, la speranza percettibile durante le nostre sedute: la speranza in una maggiore unità visibile della Chiesa; la seranza in nuove possibilità per le donne e i giovani nella Chiesa e nella società; la speranza per una testimonianza più completa e fattiva; la speranza nella pace e nella giustiza nel mondo. La nostra speranza non si fonda su ciò che pensiamo delle tendenze e delle forze della società che ci circonda. La nostra speranza si fonda sullo Spirito che spalanca possibilità nuove. Ci congediamo da quest'assemblea plenaria con un sentimento nuovo per la chiamata ricevuta da Cristo, e con un sentimento nuovo per la potenza dello Spirito che ci guida: In Cristo - chiamati alla testimonianza.


Dichiarazione sui diritti umani della FLM
Proclamata ad Hongkong, nella stessa occasione.

La FLM si impegna, in amore e cura cristiani, per il sostengo continuativo e permanente dei diritti umani in tutti i Paesi del mondo, in cui gli esseri umani contiunino ad aspeirare alla giustizia e alle libertà fondamentali. La FLM affronta questo impegno come parte della famiglia cristiana mondiale e tra le altre comunioni di fede, che si sforzano di raggiungere giustizia e pace, ed esprime tale impegno nella preghiera, mediante l'intercessione pubblica, il dialogo e la solidarietà.



I fondamenti giuridici della libertà religiosa in Italia
Prima di citare i documenti in vigore che riconoscono e garantiscono la libertà religiosa in Italia, si ricordano le date di promulgazione di quei documenti che hanno segnato su suolo italiano (e non solo italiano) le tappe di questo lungo cammino verso qualcosa che oggi, almeno a noi che viviamo in questa parte del mondo, appare scontato.
1749 Editto sulla tolleranza religiosa di Maria Teresa d'Austria: vengono riconosciute libertà di culto, di negoziare liberamente e di possedere beni reali.
1781 -1782
Patenti di tolleranza di Giuseppe II d'Asburgo a favore della Confessione Augustana (luterani) ed Elvetica (riformati), degli ortodossi e degli ebrei.
17 febbraio 1848 Promulgazione delle Lettere Patenti di Re Carlo Alberto di Sardegna con cui sono riconosciuti i diritti civili ai valdesi. Dopo l'unità d'Italia esse furono estese anche agli altri evangelici.
1930 Viene promulgato il Regio Decreto del 28 febbraio 1930, n. 289, che tuttora riguarda le religioni diverse dalla cattolica che non abbiano concluso intese con lo Stato.


Dalla Costituzione della Repubblica Italiana


La Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, tratta della libertà religiosa negli artt. 7, 8, 19 e 20.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese.

Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.
Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 19
19 Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Art. 20
20 Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.


Dallo Statuto della Chiesa Evangelica Luterana in Italia

(testo approvato in 2a lettura [al Sinodo straordinario], Roma 24-25 Gennaio 2004)

Preambolo
A partire dall'anno 1948 i membri delle comunità evangeliche di Bolzano, Firenze, Genova, Ispra-Varese, Milano, Napoli, Roma, San Remo, Santa Maria La Bruna, Sicilia, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trieste e Venezia si sono uniti, per delibera delle rispettive assemblee, nella Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI).
Questa unione è stata favorita dalla Federazione Luterana Mondiale.
Con la Chiesa Evangelica in Germania (EKD) fu realizzata la particolare colleganza con la Cristianità evangelica in Germania tramite un continuo sviluppo del reciproco rapporto sancito da accordi bilaterali.
La CELI si è data uno Statuto, il quale è stato definitivamente approvato dal Sinodo dell'anno 1958, ottenendo con D.P.R. n. 676 del 16 Maggio 1961 il riconoscimento della personalità giuridica.
In seguito il Sinodo del 22-24 Maggio 1971 deliberava un nuovo Statuto, che otteneva l'approvazione con D.P.R. n. 192 del 7 marzo 1975.
Successivamente la CELI regolava i rapporti con lo Stato Italiano tramite una "Intesa" , divenuta Legge con il D.P.R. n. 520 del 29 Novembre 1995, ottenendo contemporaneamente il riconoscimento quale Ente Ecclesiastico.
Al fine di adeguare i suoi ordinamenti alle mutate esigenze funzionali riordina le sue norme con il seguente nuovo Statuto.

TITOLO I - COSTITUZIONE - SEDE - SCOPO

Art. 1 - Fondamenti dottrinari - scopo
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) è fondata, per quanto concerne la fede, la dottrina e il servizio, sul Vangelo di Gesù Cristo, così come ci è tramandato nella Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e testimoniato nelle professioni di fede della Chiesa antica e nella Confessione Augustana dell'anno 1530.
La CELI adempie alla sua missione impegnandosi con i suoi membri e con le sue Comunità al corretto annuncio della Parola di Dio, alla amministrazione dei Sacramenti secondo l'istituzione, alla testimonianza pubblica, alla cura delle anime, alla formazione ed istruzione religiosa, alla diaconia, all'assistenza spirituale.
Essa promuove la dottrina, la cultura e l'etica luterana.

Art. 2 - Collegamenti ecumenici
La CELI è parte della Cristianità universale. Essa promuove la collaborazione di tutte le chiese cristiane.
Questa comunione si estrinseca fra l'altro con la comunità ecclesiale con le Chiese facenti parte della Federazione Luterana Mondiale, nonché della Comunione delle Chiese Protestanti in Europa (già Comunione Ecclesiale di Leuenberg).
La vocazione ecumenica viene inoltre realizzata con la partecipazione alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (F.C.E.I.) ed alla Conferenza delle Chiese Europee (KEK) e tramite questa con il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC).
La Chiesa fa propria la "Carta Ecumenica" firmata a Strasburgo il 22 aprile 2001.

Art. 3 - Natura giuridica e sede
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia ( CELI ) è Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto.
Essa non persegue scopi di lucro.
La CELI regola ed amministra autonomamente i propri affari.
Ha sede legale in Roma, via Toscana, 7.

Art. 4 - I membri della Chiesa
La Comunione dei Fedeli costituisce la Chiesa.
La vita ecclesiale si realizza tramite le Comunità nonché le attività e le opere promosse dalla CELI.
Fanno parte di diritto di una Comunità tutti coloro che sono stati battezzati o confermati nella stessa.
Ne fanno parte altresì, a domanda, tutti i cristiani che accettano lo statuto della Comunità ed accettano la Parola ed i Sacramenti secondo l'ordinamento della CELI, senza distinzione di nazionalità, sesso, lingua, etnia e censo.
Presupposto per l'ammissione come membro in una Comunità è il Santo Battesimo.
Con l'ammissione in una delle Comunità i fedeli diventano membri della CELI.
Tale qualità si perde con l'uscita o può essere sospesa con l'esclusione dalla Comunità.


TITOLO II - LE COMUNITA'

Art. 5 - Ammissione alla CELI
Una Comunità che non ancora faccia parte della CELI, può richiederne l'accoglimento, previa accettazione del presente Statuto.
Il Sinodo decide l'ammissione con delibera Sinodale presa con la maggioranza dei due terzi dei votanti su proposta motivata del Concistoro. Con questa delibera la Comunità acquista la personalità giuridica nella CELI.
Con l'ammissione i membri della Comunità diventano membri della CELI.
Lo Statuto della Comunità, che non può essere in contrasto con lo Statuto della CELI, regola l'argomento.

Art. 6 - Dichiarazioni fondamentali
Fra le Comunità vi è comunione di pulpito e di sacramento.
La CELI, per le molteplici tradizioni delle sue Comunità, ha il compito di promuovere l'incontro fra culture, famiglie, e quello dell'assistenza spirituale nel turismo e della diaconia.
Nelle comunicazioni interne tra le comunità e tra queste e la CELI le lingue italiana e tedesca sono equiparate.

Art. 7 - Le Comunità
La Comunità, in cui si realizza la comunione con Gesù Cristo a livello locale, è un'unione localmente definita di membri, che si riunisce regolarmente nella Parola e nel Sacramento e nella quale si manifesta il ministero della Chiesa.
La Comunità ha il compito di organizzare la vita comunitaria nel suo ambito secondo i principi di cui all'art. 1 del presente Statuto. Rapporti permanenti delle Comunità con l'estero si svolgono nel quadro delle direttive emanate dalla CELI.
Le Comunità sviluppano la vita ecclesiastica nell'ambito locale.
Esse godono di autonomia giuridico-amministrativa, anche per quanto riguarda il loro patrimonio, nell'ambito del presente Statuto e delle Leggi dello Stato.
Le Comunità sono sottoposte alla vigilanza da parte del Concistoro.
Le Comunità sono titolari dell'intero patrimonio immobiliare e mobiliare da esse acquisito o loro pervenuto per lasciti o disposizioni testamentarie.
Nell'amministrazione del loro patrimonio le Comunità sono tenute a considerare le necessità ed i compiti della CELI. Esse contribuiscono alle spese della CELI con contributi obbligatori.
La direzione della CELI e le Comunità attuano il principio di coordinare le loro attività, di reciproca informazione ed assistenza.
Organi della Comunità sono l'Assemblea, il Consiglio e l'ufficio pastorale. Essi conducono la Comunità con responsabilità collegiale.
Nei loro statuti le Comunità si attengono a modelli unitari elaborati dal Sinodo.
Le Comunità sono tenute alla rendicontazione nei confronti del Concistoro.
Le Comunità hanno diritto al servizio di visitazione.
Gli statuti di nuova elaborazione e le eventuali modifiche agli statuti in vigore devono attenersi ai modelli ed alle delibere-quadro elaborati. Il Concistoro, approvato lo statuto, lo deposita presso il Ministero dell'Interno.
(...)

TITOLO III - IL CORPO PASTORALE

Art. 9 - Il ministero del culto
I Pastori che hanno l'incarico di un ufficio pastorale hanno il diritto ed il dovere del pubblico annuncio del Vangelo con la Parola ed il Sacramento, della cura delle anime, dell'istruzione e dell'assunzione di incarichi di interesse comune affidati dalla CELI. Essi espletano il loro incarico in fedeltà ai voti dell'ordinazione ed in ottemperanza agli ordinamenti della CELI e della Comunità. Sono tenuti all'osservanza del segreto del confessionale e d'ufficio anche dopo il termine del rapporto di servizio.
(...)

Art. 10 - I Pastori
La chiamata ad un ufficio pastorale dà luogo ad un rapporto di servizio con la Chiesa.
Tale rapporto può essere a tempo pieno, a tempo parziale oppure onorifico. La durata dell'incarico in una stessa Comunità non può superare i 12 anni. Deroghe sono ammesse con il consenso di tutte le parti interessate.
(...)
La Comunità ha il diritto di eleggere il Pastore. Nel caso della copertura di una specifica sede, il Concistoro ha la facoltà di adottare la procedura di nomina al posto della procedura di concorso nella scelta del candidato. Il consiglio della comunità interessata, con una maggioranza dei due terzi dei suoi membri, può opporsi alla nomina del candidato proposto dal Concistoro. Nel caso di tale opposizione, che va motivata, la nomina del candidato in questione non ha luogo.
(...)


TITOLO IV - PATRIMONIO - ENTRATE - BILANCIO

Art. 12 - Patrimonio
Il Patrimonio della CELI è costituito da:
Proprietà immobiliari ad essa intestate.
Beni ed immobili che dovessero comunque essere acquisiti alla CELI.
Donazioni, liberalità, lasciti testamentari che dovessero essere disposti a favore della CELI con specifica destinazione a costituire o potenziare un'iniziativa a carattere permanente.
Eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenze di bilancio.

Art. 13 - Entrate
La CELI trae i mezzi per l'attuazione delle proprie finalità, per l'amministrazione e la gestione da:
Rendite del proprio patrimonio.
Contributi annuali versati dalle Comunità.
Contributi ed elargizioni straordinarie di Enti pubblici e privati nazionali ed internazionali.
Entrate derivanti dalla partecipazione al regime di ripartizione dell'8x1000.
Donazioni, liberalità, lasciti testamentari che non abbiano specifica destinazione di patrimonio.
Ogni altro bene legittimamente introitabile.

Art. 14 - Bilancio
L'esercizio finanziario chiude il 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio vengono predisposti il bilancio consuntivo e quello preventivo per il successivo esercizio. Il bilancio annuale dovrà essere approvato entro il 30 giugno.

TITOLO V - ORGANI

Art. 15 Gli Organi
Sono organi della Chiesa Evangelica Luterana in Italia:

il Sinodo
il Concistoro
il Decano
il Collegio dei Revisori dei Conti
il Collegio dei Conciliatori.

Art. 16 - La conduzione della Chiesa
La CELI è gestita sotto la comune responsabilità e collaborazione di Sinodo, Concistoro e Decano.
Tutti gli organi sono tenuti a collaborare con spirito fraterno nell'interesse della Chiesa e delle persone che ad essa si affidano.
È compito particolare del Sinodo rafforzare la solidarietà e responsabilità delle Comunità verso la CELI e della CELI verso le Comunità.

Art. 17 - Composizione del Sinodo
Il Sinodo della CELI è composto da:
Due membri per ogni Comunità nominati secondo il proprio statuto.
I Pastori o Ministri di Culto in carica presso un ufficio pastorale riconosciuto dal Sinodo.
Un ulteriore rappresentante, nominato dalle Comunità con oltre 200 membri aventi diritto al voto; due per le Comunità con oltre 400 membri aventi diritto al voto.
Un massimo di quattro membri straordinari, con diritto di voto, proposti dal Concistoro o da almeno cinque membri del Sinodo. Essi scadono al termine della sessione del Sinodo che li ha nominati.
Le opere riconosciute dal Sinodo hanno diritto di rappresentanza e di voto nel Sinodo.
I presidenti del Collegio dei Revisori dei Conti, del Collegio dei Conciliatori e della Commissione tecnico-finanziaria ne fanno parte senza diritto di voto.
La durata in carica del Sinodo è di 4 anni.
I membri del Sinodo non sono soggetti a vincolo di mandato.
Per i membri di cui ai punti 1) e 3) le Comunità provvedono anche alla nomina di supplenti che intervengono in caso di indisponibilità dei membri nominati.

Art. 18 - Compiti del Sinodo
Il Sinodo è l'organo sovrano della CELI
Il Sinodo dibatte tutte le materie della vita ecclesiale. Può rivolgersi con messaggi alle Comunità.
Spetta al Sinodo in particolare:
Stabilire in via definitiva gli argomenti dottrinali e statutari
Approvare gli ordinamenti della CELI e, di concerto con le Comunità, gli ordinamenti di culto
Eleggere nel proprio seno la presidenza del Sinodo
Eleggere il Decano, il Vicedecano ed i Consiglieri laici del Concistoro
Eleggere i membri del Collegio dei Revisori dei Conti
Eleggere i membri del Collegio dei Conciliatori
Eleggere tre membri della Commissione tecnico-finanziaria
Eleggere i membri straordinari del Sinodo
Istituire commissioni e comitati sinodali
Ricevere e dibattere la relazione annuale del Concistoro
Ricevere e dibattere i bilanci consuntivo e preventivo, sentita la relazione dei Revisori dei Conti
Approvare i bilanci consuntivo e preventivo, dandone discarico al Concistoro stesso
Deliberare il piano delle sedi pastorali
Stabilire l'entità dei contributi che le Comunità versano alla CELI
Decidere sulle attività sovracomunitarie e sulle opere della Chiesa
Deliberare l'ammissione di Comunità alla CELI o la loro esclusione
Decidere modifiche statutarie
Deliberare l'acquisto o l'alienazione di immobili
Deliberare l'accettazione di eredità, donazioni o legati a favore della CELI e controllare la loro compatibilità con i fini istituzionali
Deliberare sulle dimissioni anticipate o sulla destituzione di membri eletti o nominati dal Sinodo
Deliberare lo scioglimento o la trasformazione della CELI e, in caso di scioglimento, sulla liquidazione del patrimonio e la nomina del liquidatore
Deliberare su accordi e contratti internazionali od interecclesiastici o che abbiano particolare rilevanza per la CELI.

Art. 19 - Del procedimento deliberativo del Sinodo
All'inizio del suo quadriennio il Sinodo elegge nel suo seno la sua presidenza (composta da un Presidente e da un Vicepresidente) ed un segretario verbalizzante. Tale comitato ha il compito di presiedere e moderare i lavori del Sinodo.
Esso resta in carica quattro anni e comunque fino alla elezione della successiva presidenza.
(...)
Il Sinodo è validamente costituito quando sono presenti la metà più uno dei suoi membri.
(...)
Alle sedute pubbliche la Presidenza o il Concistoro possono invitare ospiti o esperti in particolari materie: questi partecipano senza diritto di voto o di parola, ma possono essere invitati dalla presidenza ad intervenire su particolari argomenti.
(...)
Il Sinodo può darsi un proprio regolamento.

Art. 20 - La Presidenza del Sinodo
Il Presidente ed il Vicepresidente eletti a norma del precedente articolo 19.1 costituiscono la Presidenza del Sinodo. Essa dura in carica quattro anni. I suoi membri sono rieleggibili.
Compiti:
Preparare di concerto con il Concistoro le sedute sinodali
Dirigere e moderare i lavori del Sinodo
È responsabile della redazione dei verbali
Vigilare sulla esecuzione delle delibere del Sinodo
Ha diritto di partecipare con un suo membro alle sedute del Concistoro in veste consultiva.

Art. 21 - Composizione del Concistoro
Il Concistoro è composto:
dal Decano
dal Vicedecano
da tre Consiglieri laici
Fra i Consiglieri di cui al punto 3) il Concistoro elegge il Vicepresidente del Concistoro ed il consigliere per gli affari finanziari.

I componenti durano in carica per quattro anni e sono rieleggibili.

Per assicurare la continuità del Concistoro i membri, eletti per quattro anni, decadono alternativamente ogni due anni: una volta i Consiglieri laici e dopo due anni i due Pastori. All'inizio della sessione sinodale vengono eletti i Consiglieri laici, dopo due anni i teologi.
(...)
Le cariche ricoperte dai Consiglieri laici del Concistoro sono a titolo onorifico.

Art. 22 - Compiti del Concistoro
Al Concistoro, come organo collegiale, spetta la responsabilità della conduzione degli affari correnti e dell'amministrazione della CELI. All'interno del Concistoro vengono attribuiti ambiti di competenza ai singoli membri.
Le delibere vengono prese a maggioranza semplice dei presenti e sono vincolanti per tutti i membri.
Al Concistoro spettano tutti quei compiti della CELI che secondo questo Statuto non sono attribuiti espressamente al Sinodo, al Decano o ad altri organi.
Il Concistoro supporta le Comunità secondo quanto indicato nell'art. 7 dello Statuto e cura la trattazione di tutte le materie che riguardano le questioni ecclesiastiche nelle Comunità.
In particolare al Concistoro spetta:
La vigilanza sulle Comunità e sui Ministri di Culto, secondo gli ordinamenti della CELI
L'assunzione, la vigilanza, il licenziamento del personale dipendente e dei collaboratori
L'amministrazione ordinaria e straordinaria del patrimonio della Chiesa, compresi gli atti legali relativi ai beni ed ai diritti reali
La nomina dei rappresentanti ed incaricati presso istituzioni, organizzazioni e manifestazioni
La collaborazione per la copertura delle sedi pastorali vacanti
La realizzazione dei progetti di bilancio della CELI
La collaborazione nella organizzazione delle sedute del Sinodo e l'esecuzione delle delibere del Sinodo
La predisposizione dei bilanci consuntivo e preventivo da sottoporre annualmente all'approvazione del Sinodo
La promozione dello sviluppo di Comunità o gruppi
L'adempimento a compiti ecclesiastici istituzionali, sentita la Conferenza dei Pastori
La corresponsabilità e collaborazione con il Decano nelle visitazioni
Il diritto di invio di messaggi alle Comunità
La ricezione ed istruzione delle domande di ammissione alla CELI di nuove Comunità, da sottoporre al voto del Sinodo.
In caso di comprovata urgenza può prendere provvedimenti spettanti al Sinodo, dopo averne udita la presidenza, e salvo chiederne la ratifica alla successiva seduta.

Art. 23 - Del procedimento deliberativo del Concistoro
Il Concistoro si riunisce regolarmente su convocazione del suo Presidente ed ogni qualvolta ne facciano richiesta scritta due dei suoi membri.
Esso è presieduto dal Decano ed in sua assenza dal Vicepresidente del Concistoro.
(...)

Art. 24 - Il Decano
Il Decano, come Pastore dirigente, è a capo della CELI. Egli rappresenta la Chiesa nel suo insieme.
Egli è eletto dal Sinodo. Le candidature sono proposte dalla conferenza dei pastori o da almeno quattro membri del Sinodo. I candidati devono essere pastori della CELI da almeno due anni. La proposta di uno o più candidati da parte della conferenza dei pastori non esclude il diritto di proposta di uno o più candidati ognuno appoggiato da almeno quattro membri del Sinodo.
Il Decano dura in carica quattro anni ed è rieleggibile. Egli espleta il suo mandato contestualmente ad un impegno pastorale in una Comunità.

Egli:
sovrintende all'amministrazione della CELI ed alla esecuzione delle delibere del Concistoro.
visita periodicamente le Comunità ed i pastori, insedia i pastori, ha la facoltà di ordinazione ed il diritto di celebrare, con un congruo preavviso, il culto in tutte le Comunità della CELI.
organizza e dirige i lavori della conferenza dei pastori, cura l'aggiornamento professionale del corpo pastorale.
informa regolarmente il Concistoro sulla sua valutazione della situazione globale della Chiesa e gli propone programmi e progetti di sviluppo nel campo dell'ecumenismo e della evangelizzazione.
esplica i compiti di cui sopra di concerto con il Concistoro.

Il Decano ed il Vicedecano agiscono in stretta collaborazione. Essi espletano insieme ed in reciproca rappresentanza i compiti spirituali del decanato.

Essi:
sono responsabili del buon andamento della vita spirituale della Chiesa.
curano i rapporti ecumenici con le altre Chiese e Confessioni.
(...)
Il Decano ha, di concerto con il Vicedecano, diritto di veto sulle delibere del Sinodo in materia di fede e di dottrina. Il ricorso a tale diritto comporta un riesame della delibera da parte del Sinodo, che ne decide in via definitiva.

Art. 25 - Il Vicepresidente del Concistoro
Il Concistoro elegge fra i suoi Consiglieri laici il Vicepresidente del Concistoro. Egli dura in carica quattro anni ed è rieleggibile.
Presiede il Concistoro in assenza del Decano.
Egli rappresenta il Decano in tutta la materia legale. A lui è delegata la rappresentanza legale della CELI.
Egli deve rispondere ai requisiti richiesti dalla legislazione italiana.
Egli ha poteri di firma per l'esecuzione delle delibere del Concistoro.
Ha il controllo sulla legalità delle delibere del Concistoro ed ha in materia legale diritto di veto motivato.
Il Decano ed il vicepresidente del Concistoro agiscono in stretta collaborazione ed operano di concerto nell'espletamento dei compiti amministrativi e legali.
In caso di comprovata urgenza il Vicepresidente del Concistoro può prendere, sentito il Decano, provvedimenti di natura legale spettanti al Concistoro, salvo chiederne la ratifica alla successiva seduta.

Art. 26 - Il Vicedecano
Il Vicedecano è eletto dal Sinodo su indicazione della conferenza dei pastori o anche di almeno 4 membri del Sinodo. I candidati devono essere stati pastori della CELI per almeno 2 anni. La proposta di uno o più candidati da parte della conferenza dei pastori non esclude il diritto di proposta di uno o più candidati ognuno appoggiato da almeno quattro membri del Sinodo.
Il Vicedecano dura in carica quattro anni ed è rieleggibile. Egli espleta il suo mandato assieme ad un ufficio pastorale.
Il Decano ed il Vicedecano agiscono in stretta collaborazione. Essi espletano insieme ed in reciproca rappresentanza il compito spirituale del decanato. (vedi art. 24).

Art. 27 - Il Consigliere per gli Affari Finanziari
Il Consigliere delegato agli affari finanziari è eletto dal Concistoro tra i suoi Consiglieri laici. Egli dura in carica quattro anni ed è rieleggibile.
Egli espleta il suo incarico di concerto con il Decano ed il Vicepresidente del Concistoro.
Egli è responsabile verso il Concistoro della contabilità della CELI.
(...)


Art. 28 - Il Collegio dei Revisori dei Conti
Il Sinodo nomina un Collegio di Revisori (un Presidente, due revisori effettivi e due supplenti).
Essi durano in carica quattro anni.
Allo scadere del mandato possono essere riconfermati.

Art. 29 - Compiti del Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei conti controlla la contabilità della CELI, verifica la rispondenza delle relative scritture nonché la corrispondenza dei bilanci alle risultanze di tali scritture. Accerta la consistenza di cassa e del patrimonio, formula le sue osservazioni agli organi interessati.
Presenta al Sinodo una relazione scritta sull'andamento della gestione e sulla situazione finanziaria e patrimoniale della CELI.
(...)


Art. 30 - Collegio dei Conciliatori
Il Collegio dei Conciliatori è composto da sei membri eletti dal Sinodo. Essi durano in carica quattro anni e sono rieleggibili. Il Sinodo emette un apposito regolamento per il Collegio dei Conciliatori, il quale viene approvato ed eventualmente emendato con la maggioranza qualificata di 2/3 dei votanti.
(...)
I membri del collegio giudicante non possono essere parti in causa o avere coinvolgimenti personali nella controversia da dirimere.

Art. 31 - Compiti del Collegio dei Conciliatori
Il Collegio dei Conciliatori ha il compito di comporre le controversie insorte nell'ambito del presente Statuto o degli ordinamenti della CELI, in particolare per quanto riguarda diritti e doveri. Il Collegio dei Conciliatori, sentite le parti, propone una conciliazione nonché i termini ed i modi di composizione della vertenza.
(...)

Art. 32 - Collegio in materia di Fede e di Dottrina
Per le controversie in materia di dottrina si costituisce un Collegio dei Conciliatori come segue:
il Presidente del Sinodo come presidente, due membri nominati dal Sinodo, fra cui un pastore della CELI, il Decano. Un rappresentante della parte ricorrente ha diritto di partecipare alle sedute.
Tale Collegio si costituisce in caso di controversia.
Esso può richiedere pareri teologici.

TITOLO VI - COMITATI PERMANENTI

Art. 33 - Conferenza dei Pastori
I pastori ordinati e gli incaricati di un servizio pastorale ausiliario nell'ambito della CELI fanno parte della conferenza dei pastori ed vi hanno diritto di voto. In caso di parità prevale il voto del Decano.
Il decano può invitare ospiti.

Art. 34 - Compiti della Conferenza dei Pastori
Scopo della Conferenza dei Pastori è favorire la formazione professionale, l'approfondimento teologico della Chiesa e la trattazione di problemi di servizio.
Viene convocata di norma due volte all'anno dal Decano o dal Vicedecano, che ne rispondono. Il Decano o il Vicedecano guidano gli incontri di servizio e promuovono lo scambio di informazioni con gli organi e le Comunità della CELI.

Art. 35 - Conferenza dei Presidenti delle Comunità
Fanno parte della conferenza tutti i presidenti dei Consigli delle Comunità.
Essa si riunisce almeno una volta all'anno o qualora ne facciano richiesta almeno un terzo dei suoi componenti.
(...)
Alle riunioni possono partecipare, quali invitati permanenti, i membri del Concistoro.
(...)

Art. 36 - Compiti della Conferenza dei Presidenti delle Comunità
La conferenza dei presidenti è sede di scambio di esperienze e di informazioni, di esame e di dibattito di problemi di carattere generale.
Può avere funzioni di gruppo di lavoro per argomenti di carattere generale e tematiche riguardanti la CELI, da sottoporre al Sinodo od al Concistoro.

Art. 37 - Conferenza dei Tesorieri
Fanno parte della conferenza tutti i tesorieri in carica delle Comunità della CELI e delle opera da questa riconosciute.
Essa si riunisce almeno una volta all'anno o quando ne fanno richiesta almeno un terzo dei suoi membri.
La conferenza dei tesorieri è presieduta dal Consigliere per gli affari finanziari della CELI.
Alle riunioni possono partecipare quali invitati permanenti, i membri della Commissione tecnico-finanziaria.

Art. 38 - Compiti della Conferenza dei Tesorieri
La conferenza dei tesorieri è sede di scambio di informazioni ed esperienze di carattere amministrativo e contabile, di coordinamento delle metodiche, di formazione tecnica all'interno delle Comunità.
Può svolgere compiti di gruppo di lavoro e ricevere dal Concistoro incarichi per specifici approfondimenti.

Art. 39 Commissione Tecnico-finanziaria
La Commissione Tecnico Finanziaria è composta da quattro membri di cui tre eletti dal Sinodo ed uno nominato da questi tre. Uno dei quattro deve essere membro del Sinodo.
Essi durano nell'incarico per quattro anni. Essi sono riconfermabili.
(...)
Alle sedute partecipa il Consigliere incaricato agli affari finanziari della CELI.

Art. 40 - Compiti della Commissione Tecnico-finanziaria
La Commissione predispone per il Sinodo una relazione annuale, in cui è contenuta la valutazione delle linee guida seguite e progettate in materia di finanze.
Deve essere sentito preventivamente per operazioni immobiliari.
La Commissione ha compiti di consulenza per il Sinodo ed esprime pareri su materie economiche, finanziarie e tecnico-amministrative.
Esprime al Concistoro parere preventivo sui bilanci da presentare al Sinodo.

TITOLO VII - DISPOSIZIONI FINALI

Art. 41 - Scioglimento
L'eventuale scioglimento della CELI viene deliberato dal Sinodo in seduta straordinaria convocata a norma di Statuto e con il voto favorevole di almeno quattro quinti dei componenti, in doppia lettura con un intervallo di almeno sei mesi fra la prima e la seconda lettura.
Il Sinodo stabilisce le modalità dello scioglimento, la destinazione dei beni e procede alla nomina di un eventuale liquidatore.
I diritti delle persone in rapporto di lavoro con la CELI sono da considerare in maniera prioritaria.
(...)


Dall'Intesa Anche qui alcune parole sono in neretto per comodità di lettura.
L'Intesa tra Stato e CELI è del 20 aprile 1993; è entrata in vigore con la Legge del 29 novembre 1995, n. 520, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 dicembre 1995, il cui titolo è: "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)". Ne riportiamo alcuni estratti. I titoletti tra parentesi sono quelli del testo originale. I numeri all'inizio di un passo segnalano il comma.

Art. 2 (Libertà religiosa)
1. In confromità ai principi della Costituzione, è riconosciuto il diritto di professare e praticare liberamente la fede evangelica secondo la confessione luterana di Augusta del 1530 in qualsiasi forma, individuale o associata, di diffonderne e di esercitarne in privato od in pubblico il culto e i riti.

Art. 3 (Riconoscimento dell'autonomia della CELI)
1. La Repubblica italiana dà atto dell'autonomia della CELI e delle Comunità che ne fanno parte, liberamente organizzate secondo i propri ordinamenti e tradizioni e disciplinate dai propri statuti.
2. La Repubblica italiana, richiamandosi ai diritti inviolabili dell'uomo garantiti dalla Costituzione, riconosce che le nomine dei ministri di culto, le celebrazioni di culto, l'organizzazione comunitaria e gli atti in materia disciplinare e spirituale, nell'ambito della CELI e delle sue Comunità, si svolgono senza ingerenza statale.
3. La Repubblica italiana garantisce altresì la libera comunicazione e collaborazione della CELI con il Consiglio Mondiale delle Chiese (CEC), con federazioni ed enti nazionali ed internazionali.

Art. 4 (Ministri di culto)
1. La Repubblica italiana riconosce il ministero pastorale, diaconale e presbiterale conferito e riconosciuto dalla CELI.
2. Ai ministri di culto, pastori e laici, nominati dalla CELI e dalle sue Comunità è assicurato il libero esercizio del ministero, nonché il libero svolgimento delle attività di cui all'art. 22.
3. Ai ministri di culto di cui al comma 2 è riconosciuto il diritto di mantenere il segreto d'ufficio su quanto appreso nello svolgimento del proprio ministero.

Art. 5 (Assistenza spirituale agli appartenenti alle forze armate, alla polizia e ad altri servizi assimilati)
1. Gli appartenenti alle forze armate, alla polizia e ad altri servizi assimilati membri delle Comunità della CELI hanno diritto di partecipare, nel rispetto delle esigenze di servizio, nei giorni e nelle ore fissate, alle attività religiose ed ecclesiastiche evangeliche che si svolgono nelle località dove essi si trovano per ragioni del loro servizio.

Art. 6 (Assistenza spirituale ai ricoverati)
1. L'assistenza spirituale ai ricoverati delle Comunità della CELI o ad altri ricoverati di qualunque confessione che ne facciano richiesta, negli istituti ospedalieri, nelle case di cura o di riposo e nei pensionati, è assicurata tramite pastori, diaconi e presbiteri delle Comunità della CELI.
2. Il loro accesso ai predetti istituti è a tal fine libero e senza limitazione di orario.
3. Le direzioni di tali istituti sono tenute a comunicare alla Comunità della CELI più vicina le richieste di assistenza spirituale fatte dai ricoverati.

Art. 7 (Assistenza spirituale ai detenuti)
1. Negli istituti penitenziari è assicurata l'assistenza spirituale da pastori, diaconi e presbiteri delle Comunità della CELI.
2. A tal fine le Comunità della CELI trasmettono all'autorità competente l'elenco dei pastori, diaconi e presbiteri responsabili dell'assistenza spirituale negli istituti penitenziari ricadenti nella circoscrizione delle predette autorità statali competenti, allegando la certificazione di cui all'articolo 8. Tali ministri responsabili sono compresi tra coloro che possono visitare gli istituti penitenziari senza particolare autorizzazione. L'assistenza spirituale è svolta nei suddetti istituti a richiesta dei detenuti o delle loro famiglie o per iniziativa dei soggetti sopra nominati, in locali idonei messi a disposizione dal direttore dell'istituto penitenziario.
3. Il direttore dell'istituto penitenziario informa di ogni richiesta proveniente dai detenuti la Comunità della CELI più vicina.

Art. 8 (Certificazione della qualifica di ministro di culto)
1. ai fini dell'applicazione degli articoli 4, 5, 6 e 7 la CELI rilascia apposita certificazione della qualifica di pastore, diacono o presbitero.

Art. 9 (Oneri per l'assistenza spirituale)
1. Gli oneri finanziari per l'assistenza spirituale di cui agli articoli 5, 6 e 7 sono a carico esclusivo delle Comunità della CELI territorialmente competenti.

Art. 10 (Insegnamento religioso nelle scuole)
1. La Repubblica italiana, nel garantire la libertà di coscienza di tutti, riconosce agli alunni delle scuole pubbliche non universitarie, che siano membri delle Comunità della CELI, il diritto di non avvalersi di insegnamenti religiosi. Tale diritto è esercitato ai sensi delle leggi dello Stato dagli alunni o da coloro cui compete la potestà su di essi.

Art. 12 (Istituzione di scuole ed istituti di educazione)
1. La Repubblica italiana, in conformità al principio della libertà della scuola e dell'insegnamento e nei termini previsti dalla Costituzione, garantisce alla CELI il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado ed istituti di educazione.
2. Alle scuole che ottengano la parità, ed ai loro alunni, è assicurato un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne l'esame di Stato.

Art. 13 (Matrimonio)
1. Ferma restando l'autonomia della CELI e delle sue Comunità in materia religiosa e di culto, la CELI riconosce allo Stato italiano esclusiva giurisdizione per quanto concerne gli effetti civili del matrimonio.
2. La Repubblica italiana riconosce gli effetti civili del matrimonio celebrato davanti ad un ministro di culto della CELI, di cittadinanza italiana, a condizione che la celebrazione sia preceduta dalle pubblicazioni nella casa comunale e che l'atto di matrimonio sia trascritto nei registri dello stato civile.

Art. 17 (Riconoscimento di enti ecclesiastici)
1. Fanno parte della CELI e, con l'entrata in vigore della presente legge, sono civilmente riconosciuti quali enti ecclesiastici, le Comunità evangeliche luterane di Bolzano, Firenze, Genova, Napoli, Roma, Sanremo, Torre Annunziata, Trieste e Venezia, nonché la Chiesa Cristiana Protestante di Milano e la Comunità evangelica ecumenica di Ispra-Varese.
2. I relativi statuti sono depositati presso il Ministero dell'interno.

Art. 18 (Riconoscimento della personalità giuridica ad altre Comunità)
1. Il riconoscimento della personalità giuridica ad altre Comunità della CELI, nonché la modifica delle rispettive circoscrizioni territoriali, l'unificazione e l'estinzione di quelle esistenti, sono concessi con decreto del Ministro dell'interno, udito il parere del Consiglio di Stato, su domanda di chi rappresenta la Comunità, con allegata motivata delibera del Sinodo della CELI, come documento idoneo a dar titolo al riconoscimento.

Art. 22 (Attività di religione e di culto)
1. La CELI con le sue Comunità prende atto che agli effetti delle leggi civili si considerano:
a) le attività di religione e di culto quelle dirette alla predicazione dell'Evangelo, all'esercizio del culto e delle cura delle anime, alla formazione dei ministri di culto, a scopi missionari e all'educazione cristiana;
b) attività diverse da quelle di religione o di culto, quelle di assistenza, beneficenza, istruzione, educazione e cultura e, in ogni caso, le attività commerciali ed a scopo di lucro.

Art. 26 (Deduzione agli effetti IRPEF)
1. La Repubblica italiana prende atto che la CELI si sostiene finanziariamente con i contributi dei suoi membri e di enti ad essa collegati.
2. A decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito complessivo, agli effetti dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, le erogazioni liberali in denaro fino all'importo di lire due milioni, a favore della CELI e delle Comunità ad essa collegate, destinate al sostentamento dei ministri fi culto di cui all'articolo 4 ed a specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione. Le relative modalità sono determinate con decreto del Ministero delle finanze.

Art. 27 (Ripartizione della quota del gettito dell'IRPEF) [8%o, nda]
1. A decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, la CELI concorre con lo Stato, con i soggetti di cui agli articoli 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222, 30 della legge 22 novembre 1988, n. 516, e 23 della legge 22 novembre 1988, n. 517, e con i soggeti che stipuleranno analoghi accordi, alla ripartizione della quota pari all'otto per mille dell'IRPEF, liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali. La CELI utilizzerà le somme devolute a tale titolo dai contribuenti oltre che ai fini di cui all'articolo 26, anche per gli interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero e ciò sia direttamente sia attraverso le Comunità ad essa collegate.
2. L'attribuzione delle somme di cui al comma 1 viene effettuata sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi, nel cui modulo le Comunità rappresentate dalla CELI verranno indicate con la denominazione "Chiesa Evangelica Luterana in Italia". In caso di scelte non espresse, l'attribuzione viene effettuata in proporzione alle scelte espresse.
3. A decorrere dal terzo anno successivo a quello di cui ai commi 1 e 2, lo Stato corrisponderà annualmente, entro il mese di giugno, alla CELI la somma risultante dall'applicazione del comma 1, calcolata dagli uffici finanziari sulla base delle dichiarazioni annuali relative al terzo periodo di imposta precedente.


Rete delle Donne
La Rete delle Donne è sorta per deliberazione del Sinodo del 1999.

La CELI si intende obbligata a perseguire lo scopo della comunione giusta di uomini e donne. La Rete delle Donne contribuisce con il suo lavoro al concretamento di tale scopo. Nella sua opera è appoggiata dal Sinodo e dalla direzione della Chiesa. Le Referenti (tanto regionali quanto nazionale) mantengono i contatti con la Rete delle Donne, il Direttivo della Chiesa e il Consiglio delle Donne della Federazione Luterana Mondiale (WICAS).

Il Consiglio delle Donne ha l'incarico di impegnarsi per lo sviluppo e la coordinazione del lavoro delle donne nella CELI e per la pari opportunità delle donne e di portare avanti la partecipazione paritaria in organismi, nel volontariato e nel mondo del lavoro nella Chiesa.
Il Consiglio delle Donne è consapevole della sua composizione multiculturale e l'accetta.


Per conoscere Lutero e la Riforma


Lutero, la Riforma e il protestantesimo dopo la Riforma sono oggetto di una bibliografia enorme. Quelle che seguono sono "indicazioni di lettura" o di "ascolto" o di "visione", senza alcuna pretesa di completezza.

Bibliografia

Quadro storico della Riforma
Roland Bainton La Riforma protestante Einaudi PBE
Josef Macek La Riforma popolare Sansoni Scuola aperta
Gerhard Ritter La formazione dell'Europa moderna Laterza
Massimo Firpo, Fabrizio Biferali Immagini ed eresie nell'Italia del Cinquecento

Biografie di Lutero
James Atkins Lutero, la parola scatenata Claudiana
Roland Bainton Lutero Einaudi
Marcella Forlin Patrucco Lutero Giunti Lisciani editori
Walter Kasper Martin Lutero - Una prospettiva ecumenica Queriniana
Mario Dal Bello Lutero. L'uomo della rivoluzione Città Nuova

Opere su Lutero
Thomas Kauffmann Gli ebrei di Lutero Claudiana
Franco Buzzi, Dieter Kampen, Paolo Ricca Lutero e la mistica Claudiana
Franco Buzzi La Bibbia di Lutero Claudiana

Opere di Lutero
Commento al Magnificat CENS, Quaderni di Ricerca 2
Lettera ai Romani (1515-1516) S. Paolo Edizioni
Lezioni sulla Lettera ai Romani Marietti
Novantacinque Tesi Studio Tesi
I sette salmi penitenziali BUR

Opere di Lutero pubblicate dalla editrice Claudiana

Nella collana "Opere Scelte",
tuttora in corso di stampa, anche con il contributo della CELI

Della medesima casa editrice, nella collana Opere Scelte,
1 Il Piccolo Catechismo - Il Grande Catechismo
2 Come si devono istituire i ministri della chiesa
3 L'Anticristo. Replica ad Ambrogio
4 Scuola e cultura
5 L. e Filippo Melantone Gli Articoli di Smalcalda
6 Il servo arbitrio. Risposta a Erasmo
7 Messa, sacrificio e sacerdozio
8 Contro i profeti celesti
9 I concili e la chiesa
10 Sermoni e scritti sul battesimo
11 Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca (1520)
12 La cattività babilonese della chiesa
13 La libertà del cristiano 14 Le Resolutiones - commento alle 95 tesi
15 L'autorità secolare, fino a che punto le si debba ubbidienza

Nella Piccola collana moderna la Claudiana ha pubblicato:

Il piccolo catechismo
La libertà del cristiano

Il Padre nostro
Le 95 Tesi di Lutero e la cristianità del nostro tempo

Inni
AA.VV. Lutero - prose e lieder Mondadori Oscar (testo cinquecentesco e testo italiano a fronte)

Antologie e volumi che contengono in parte opere di Lutero
Prefazioni alla Bibbia Marietti
Erasmo Il libero arbitrio (testo integrale) e Lutero Il servo arbitrio (passi scelti) ed. Claudiana
Lutero Prediche sulla chiesa e lo Spirito Santo ed. Claudiana
Lutero (coll. "Breviario") ed. Rusconi (frasi scelte; opera curata da Claudio Pozzoli)
Scritti pastorali minori Edizioni Dehoniane
Scritti religiosi UTET
Scritti sull'educazione ed. Canova (testi filosofici e scientifici commentati)
Lutero, Erasmo da Rotterdam, Enrico VIII Riforma e Controriforma. Le 95 Tesi - Sul libero arbitrio - Contro Lutero ed. Studio Tesi
Martin Lutero alla ricerca della verità antologia di testi scelti e presentati da Dieter Kampen, Edizioni Messaggero di Padova


I luoghi di Lutero
Reinhardt Dithmar In viaggio con Lutero Claudiana
Corinna Landi Con Lutero nella Roma del 1520 Edizioni com nuovi tempi

Lutero a fumetti
L'uomo di Wittenberg ed. Claudiana, con tavole di Umberto Stagnaro.


Discografia

L'etichetta Hänssler, il cui catalogo è reperibile nelle rivendite delle grandi catene di negozi di dischi, ha diversi titoli di musica luterana. Versioni più vicine al modo in cui gli inni sono cantati durante il culto sono pubblicate dall'etichetta ERF, che però è più difficile da reperire.
Il modo più semplice per ascoltare della musica sacra luterana, dopo la partecipazione ad un culto, consiste nell'informarsi presso la comunità più vicina sui concerti che si tengono in chiesa.
Qui sotto alcune indicazioni su CD con inni di Lutero e/o musiche della Riforma. Alcuni di questi CD sono stati concepiti apposta per le celebrazioni del 2017.



Martin Luther Gelobet seist du Jesu Christ Hänssler
Sette inni di Lutero a Roma Livia Mazzanti, organo; Marika Lombardi, oboe - Stradivarius
Ein feste Burg ist unser Gott Berlin Classics
Ein feste Burg ist unser Gott - Luther and the Music of Reformation Ricercar/Outhere
Luther in der Musik
Luthers Weihnachtslieder (dedicato agli inni di Natale, composti da Lutero) Carus
Georg Philipp Telemann Ein feste Burg ist unser Gott - Cantate estive per la Riforma Christophorus
Johann Walter Viue Luthere. Musica vocale e strumentale della Riforma Querstand
Riforma e Controriforma Ricercar/Outhere

Filmografia
I titoli citati in questo breve elenco riguardano opere girate per il grande schermo

Biografie di Lutero
- Guy Green Lutero (Luther), GB 1974 con Stacy Keach, Patrick Maage; dall'omonima opera teatrale di John Osborne. Distribuzione: non disponibile in home video.
- Eric Till - Luther (Lutero - genio, ribelle, liberatore), USA 2003 con Joseph Fiennes, Alfred Molina, Bruno Ganz, Jonathan Firth, Peter Ustinov, Mathieu Carriere. Disponibile in DVD

Sul rapporto tra Riforma, Guerra dei Trent'Anni e culto delle immagini:
- John Clavell L'ultima valle (The Last Valley), GB 1970 con Omar Sharif, Michael Caine, Florinda Bolkan. Distribuzione: Deltavideo, Vivivideo

Sul rapporto tra individuo e fede in un contesto luterano
- Ingmar Bergman Fanny e Alexander (Fanny och Alexander), Svezia 1983 con Pernilla Alwin, Bertil Guve. Distribuzione: General Video, San Paolo Audiovisivi, De Agostini, Elle U Multimedia
- Gabriel Axel Il pranzo di Babette (Babettes Gaestebud) Danimarca 1987. Distribuzione:
- Liv Ullman Conversazioni private, (Enskilda samtal) Svezia 1996 con Pernilla August, Max von Sydow. Distribuzione: Mikado


Televisione
Nel 2017, il V centenario della Riforma ha risvegliato interesse nella televisione. Citiamo qui alcune trasmissioni e puntate, scusandoci fin d'ora se la lista apparirà lacunosa;ma siamo volentieri disposti ad integrarla.

Rai3 Quante Storie "Lutero e la Riforma", puntata del 28/02/17; ospite il prof.Massimo Firpo
Rai3 Il Tempo e la Storia "Martin Lutero e le 95 Tesi", puntata del 27/03/17, ospite il prof. Adriano Prosperi


Film per la televisione
Nel 1983 fu commemorato il 500° anniversario della nascita di Lutero. Per quell'occasione, dall'una e dall'altra parte del Muro di Berlino furono prodotte opere per la tv, che citiamo solo a titolo di informazione, perché non sono mai state distribuite in Italia. Esse erano:

- Rainer Wolffhardt Martin Luther West-Germany 1983, film tv, produzione: Eikon Film
- Kurt Veth Martin Luther East-Germany 1983, serie Tv, produzione: DEFA

Opere teatrali
Sulla figura di Lutero
John Osborne Lutero Einaudi
Dieter Forte Martin Lutero & Tommaso Münzer ovvero L'introduzione della contabilità Einaudi

Siti web

Su Lutero
Luther Memorial Foundation of Saxony-Anhalt: www.martinluther.de
Martin Luter, www.luther.de (in diverse lingue tra cui l'inglese)
Sito della Wartburg, www.wartburg.de (tedesco e inglese)

Sulla Riforma
Sull'Anno della Riforma 2017, c'è il sito Luther 2017, anche in italiano, dedicato dall'EKD, Chiesa Evangelica di Germania, alla Decade di Lutero: www.luther2017.de/it/ Sulla città di Witteneberg: www.wittenberg.de
Su Melantone, l'estensore della Confessione Augustana: www.melanchthon.de
Sul pittore principe della Riforma: www.cranach.de


Viaggio nei luoghi di Lutero
La CELI, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, organizza viaggi nei luoghi di Lutero. Per maggiori informazioni rivolgersi al Decanato: decanato@chiesaluterana.it o visitare il sito www.chiesaluterana.it.


Spiegazione della Rosa di Lutero

Rosa di Lutero - stemma del Riformatore
In una lettera del 1516, Lutero spiega il significato della rosa:
"Prima dev'esserci una croce: nera nel cuore, che ha il suo colore naturale, affinché io mi ricordi che la fede nel Crocifisso ci rende beati. Poiché il giusto vivrà per fede, della fede nel Crocifisso. Ma il cuore deve trovarsi al centro di una rosa bianca per indicare che la fede dà gioia, consolazione e pace; perciò la rosa dev'essere bianca e non rossa, perché il bianco è il colore degli spiriti e di tutti gli
angeli. La rosa è in campo celeste, che sta per la gioia futura. E il campo è circondato da un anello d'oro per indicare che tale beatitudine in cielo dura eternamente e che non ha fine e che è anche più eccellente di tutte le gioie e i beni, così come l'oro è il minerale più alto, nobile ed eccellente." Torna all'inizio